Lavorare negli Stati Uniti
Una guida per trasferirsi e cercare lavoro negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti attraggono ogni anno migliaia di italiani in cerca di un cambiamento professionale. Ma trasferirsi per lavorare in America richiede preparazione e, soprattutto, un visto.
Senza un visto di lavoro valido o una Green Card, lavorare negli USA è illegale. L’ESTA, il sistema di autorizzazione per turisti, non permette di svolgere alcuna attività lavorativa retribuita. Chi viola questa regola rischia il rimpatrio e il divieto di ingresso permanente.
Qui trovi quello che ti serve sapere prima di partire. Il sistema dei visti, come trovare uno sponsor, le differenze tra il CV italiano, inglese e il resume americano, e la realtà degli stipendi e del costo della vita.
Requisiti per lavorare in USA: il sistema dei visti
Per lavorare legalmente negli Stati Uniti come italiano, hai bisogno di un visto di lavoro. I visti si dividono in due categorie, temporanei (non-immigrant) e permanenti (immigrant, cioè la Green Card).
La scelta dipende dalla durata del soggiorno, dal tipo di lavoro e dal tuo profilo professionale. Puoi consultare tutti i dettagli sul sito ufficiale dell’USCIS.
Visti temporanei (non-immigrant visas)
Vediamo anzitutto i dettagli rilevanti sui visti temporanei.
H-1B (Specialty Occupations)
Il visto più comune per professionisti con laurea. Richiede uno sponsor aziendale e l’azienda deve dimostrare che il ruolo necessita competenze specializzate.
Il numero di visti disponibili è limitato a 65.000 all’anno più 20.000 riservati a chi ha un master americano. La selezione avviene tramite lotteria.
Da settembre 2025, le nuove petizioni per beneficiari all’estero richiedono un pagamento aggiuntivo di $100.000, una misura ancora oggetto di controversie legali.
J-1 (Exchange Visitor)
Spesso il punto d’ingresso più accessibile per i giovani italiani. Copre tirocinanti, ricercatori, au pair e partecipanti a programmi di scambio culturale. I requisiti variano in base alla categoria specifica, ma generalmente non richiede la laurea.
O-1 (Extraordinary Ability)
Per artisti, atleti e scienziati con risultati straordinari nel proprio campo. Richiede prove documentate di riconoscimenti, premi o contributi significativi.
L-1 (Intracompany Transferee)
Per chi lavora già in un’azienda con sede italiana che ha una filiale negli Stati Uniti. Permette il trasferimento interno senza passare per la lotteria H-1B.
Green Card e residenza permanente
La Green Card garantisce il diritto di vivere e lavorare stabilmente negli USA. Il percorso più comune per ottenerla passa attraverso un visto temporaneo. Dopo alcuni anni con un H-1B, l’azienda può sponsorizzare la richiesta di residenza permanente tramite le categorie EB (Employment-Based).
Altri percorsi includono il ricongiungimento familiare con cittadini americani o residenti permanenti, e la Diversity Visa Lottery.
La Green Card Lottery
Ogni anno il governo americano mette a disposizione circa 55.000 Green Card tramite estrazione casuale. Il programma è pensato per aumentare la diversità dei flussi migratori verso gli USA e l’Italia è tra i Paesi ammessi.
I requisiti base sono:
- La provenienza da un Paese idoneo come l’Italia.
- Il diploma di scuola superiore o 2 anni di esperienza lavorativa qualificata negli ultimi 5 anni.
La registrazione va fatta esclusivamente sul sito ufficiale del Dipartimento di Stato. Da ottobre 2025 è stata introdotta una nuova tassa di registrazione (Federal Register).
Con questa modifica si distribuiscono i costi di gestione in modo più equo su chi effettivamente partecipa e, soprattutto, si riducono le registrazioni “spazzatura”. Il pagamento serve infatti a disincentivare le iscrizioni massive fatte da attori esterni che cercano di sfruttare i candidati ignari.
💡Consiglio
Attenzione alle truffe. Nessun servizio a pagamento può aumentare le possibilità di vincita. Se qualcuno chiede soldi per “garantire” la selezione, può trattarsi di una frode.
Per il programma DV-2027, il Dipartimento di Stato ha annunciato modifiche al processo di registrazione e le date non sono ancora state comunicate. Controlla gli aggiornamenti sul sito ufficiale.
Come trovare lavoro e ottenere uno sponsor
Trovare un lavoro negli USA non basta, serve un’azienda disposta a sponsorizzarti. Il datore di lavoro deve sostenere i costi legali e amministrativi per la tua richiesta di visto, che possono superare i $10.000. Non tutte le aziende sono disposte a farlo, soprattutto per posizioni junior. Quindi, dove si può cercare?
Parti cercando lavoro su piattaforme online. Usa i filtri avanzati per trovare posizioni che indicano “Visa Sponsorship available”. I settori tech, sanitario e finanziario sono quelli più aperti a sponsorizzare talenti stranieri.
Networking
Nella cultura lavorativa americana, le connessioni personali contano. Partecipare a eventi di settore, conferenze online e gruppi professionali, anche in Italia, può aprire porte che le candidature tradizionali non raggiungono.
Aziende italiane con sedi USA
Luxottica, Eni, Ferrari, Fiat e molte altre hanno uffici negli Stati Uniti. Se parli italiano e conosci il mercato europeo, potresti avere un vantaggio competitivo.
Ricorda di diffidare di offerte che chiedono pagamenti anticipati per “garantire” un lavoro o un visto. Sono quasi sempre truffe.
Il resume americano e cosa cambia rispetto all’Italia
Negli Stati Uniti non si parla di “curriculum vitae” ma di “resume”. Il termine CV è riservato principalmente al mondo accademico.
Se vuoi candidarti per un lavoro americano, devi adattare il documento alle convenzioni locali. Abbiamo una guida completa al CV in inglese che entra nei dettagli, ma ecco i punti chiave.
- Niente foto, data di nascita o stato civile. Le leggi anti-discriminazione americane (EEOC) vietano ai datori di lavoro di basare le decisioni su questi fattori. Inserirli nel resume può farti sembrare poco informato sulle pratiche locali.
- Massimo 2 pagine. Una pagina è l’ideale per chi ha meno di 10 anni di esperienza. I recruiter americani dedicano pochi secondi alla prima scrematura: vai dritto al punto.
- Risultati quantificabili. I numeri dimostrano l’impatto concreto del tuo lavoro molto più delle sole parole.
Se vuoi partire da una base solida, il nostro CV Builder include suggerimenti basati sull’intelligenza artificiale che ti aiutano a scrivere un resume efficace anche se non hai mai lavorato in contesto anglosassone.
Stipendi e costo della vita nella realtà americana
Gli stipendi americani sembrano altissimi rispetto a quelli italiani, ma il confronto diretto è fuorviante. Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics (Q3 2025), il salario mediano settimanale è di $1.214, circa $5.200 al mese lordi. Questo si traduce in circa $63.000 annui.
Chi lavora in ruoli manageriali o professionali guadagna di più, con una mediana che supera i $1.900 settimanali. I settori tech nelle grandi città come San Francisco o New York possono arrivare a $10.000 o più al mese, ma qui entrano in gioco altri fattori.
Bisogna specificare che negli USA lo stipendio lordo non include l’assicurazione sanitaria, che spesso viene detratta direttamente dalla busta paga. Un piano sanitario familiare può costare $500-1.500 al mese. Aggiungi le tasse federali e statali, e il netto può essere significativamente più basso di quello che immagini.
$60.000 a New York City non equivalgono a $60.000 in Texas o Ohio. In città come San Francisco, un monolocale può superare i $3.000 al mese. Prima di accettare un’offerta, confronta il salario con il costo della vita locale. Numbeo è un ottimo sito per sviluppare questi ragionamenti nella tua specifica situazione.
La cultura del lavoro “At-Will Employment”
Una differenza che molti italiani sottovalutano riguarda la sicurezza del posto di lavoro. Nella maggior parte degli stati americani vige il principio dell”At-Will Employment”. Il datore di lavoro può licenziarti in qualsiasi momento senza dover fornire una giustificazione. E tu puoi dimetterti altrettanto liberamente.
Questo sistema ha vantaggi e svantaggi. Da un lato, la meritocrazia è più reale. Chi produce risultati può crescere velocemente e negoziare aumenti significativi.
Dall’altro, le tutele sono minori rispetto all’Italia. Niente TFR, niente cassa integrazione, e le ferie sono spesso limitate a 10-15 giorni all’anno contro le 4-5 settimane europee.
Se stai valutando un trasferimento, considera anche questi aspetti culturali oltre ai numeri dello stipendio.
Domande frequenti
Sì, ma solo con un visto di lavoro valido o una Green Card. L’ESTA è riservata esclusivamente al turismo e ai viaggi d’affari brevi. Lavorare con l’ESTA è illegale e comporta conseguenze gravi, incluso il divieto di ingresso negli Stati Uniti.
I percorsi più comuni per gli italiani sono il visto H-1B per professionisti qualificati e il J-1 per tirocini e programmi di scambio.
No, non puoi svolgere attività lavorativa con l’ESTA. Puoi partecipare a colloqui di lavoro durante un viaggio turistico, ma non puoi lavorare né ricevere compensi. Se ottieni un’offerta, dovrai tornare in Italia per completare le pratiche del visto prima di iniziare a lavorare.
Dipende dal visto. L’H-1B richiede generalmente una laurea o esperienza equivalente nel settore specifico. Il visto O-1 per talenti straordinari valuta i risultati raggiunti, non il titolo di studio. Il J-1 ha requisiti variabili in base alla categoria (tirocinio, au pair, ricerca).
Per la Green Card Lottery, basta un diploma di scuola superiore o due anni di esperienza qualificata.
Il percorso standard prevede 3 passaggi: trovare un datore di lavoro americano disposto ad assumerti, ottenere la sponsorizzazione (l’azienda deve accettare di sostenere i costi legali), e richiedere il visto specifico presso il consolato.
Non puoi trasferirti come turista e poi cercare lavoro sul posto; devi avere tutto in regola prima della partenza.
Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics (Q3 2025), il salario mediano settimanale per lavoratori a tempo pieno è di $1.214, che corrisponde a circa $5.200 al mese lordi. Attenzione però, questo dato varia enormemente per settore e città.
A New York o San Francisco gli stipendi sono più alti, ma lo sono anche gli affitti e le spese sanitarie. Prima di confrontare con l’Italia, calcola il netto dopo tasse e assicurazione sanitaria.

