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Il font da utilizzare nel curriculum

Lorenzo Previato
Scritto da
Lorenzo Previato
Copywriter di HR e Recruiting
Aggiornato il 25/06/2026

Se cerchi il font da utilizzare nel curriculum e vuoi una risposta rapida, eccola. Scegli Calibri, Arial o Helvetica a 11 punti e hai già un documento pulito, leggibile da chiunque e da qualsiasi software. Il carattere conta per la prima impressione, ma non è la voce su cui spendere mezza giornata.

Conta molto di più che il testo sia ordinato e scorrevole. In questo aiuta partire da un modello di CV già pronto, dove l’impaginazione è già impostata bene, o lasciare la formattazione al generatore di curriculum con IA di OnlineCV, che applica un carattere sicuro al posto tuo.

Riquadro decisione rapida: il font da scegliere ora

Se hai pochi minuti, parti da queste righe prima di leggere il resto.

  • Calibri, Arial o Helvetica a 11 punti per un CV moderno e leggibile
  • Georgia o Garamond se ti candidi in un ambito formale o tradizionale
  • Corpo del testo tra 10 e 12 punti, mai più piccolo
  • Caratteri standard installati ovunque, così anche i sistemi ATS leggono tutto

Da qui in poi entriamo nel dettaglio, con la rosa dei caratteri migliori e quello giusto per ogni profilo.

I migliori font per il curriculum

I font CV che funzionano davvero sono pochi e già diffusi. Sono quelli installati ovunque, puliti, che il recruiter legge senza sforzo e che un software di selezione interpreta senza intoppi.

Sul fatto che i caratteri con grazie si leggano peggio a schermo gira parecchia confusione. La ricerca di usabilità del Nielsen Norman Group sulla leggibilità dei caratteri mostra che sugli schermi di oggi la differenza pratica è minima, quindi puoi sceglierli in base al tono senza paura.

La tabella raccoglie i cinque caratteri più affidabili, con il tipo a cui appartengono e il contesto in cui rendono meglio.

FontTipoQuando funziona bene
CalibriSenza grazieCV moderno e versatile, ottimo standard
ArialSenza grazieProfili giovani, tecnici e neolaureati
HelveticaSenza grazieSettori tech, immagine pulita e ordinata
GeorgiaCon grazieAmbiti formali, buona resa anche su schermo
GaramondCon grazieToni classici, eleganti e sobri

Qualunque tu scelga tra questi, parti su basi solide. Calibri e Arial sono la base più sicura per costruire un curriculum vitae semplice e sempre leggibile, su cui poi lavorare senza pensieri.

Tra questi caratteri la differenza è minima, perché conta molto di più il contenuto.

Il font migliore per ogni caso d’uso

Il carattere curriculum giusto cambia con il settore e il ruolo per cui ti candidi. Un avvocato e un graphic designer non danno la stessa immagine, e il font del CV racconta già qualcosa di te prima ancora che venga letta la prima riga.

Ambiti formali e tradizionali

Per banche, studi legali, pubblica amministrazione e ruoli istituzionali punta su un tono sobrio. Georgia e Garamond, con le loro grazie discrete, trasmettono serietà e affidabilità. Se preferisci un carattere senza grazie, anche Calibri o Cambria impostati in modo pulito comunicano professionalità senza forzature.

Settori creativi e digitali

Qui hai più margine per la personalità, ma la regola non cambia. Il documento deve leggersi a colpo d’occhio.

Helvetica o un sans serif dal carattere deciso ti danno un’immagine contemporanea, e puoi giocare con l’impaginazione per costruire un curriculum creativo senza perdere leggibilità. Tieni la fantasia per il layout e non per il font del CV, perché un carattere troppo decorato stanca subito chi legge.

Profili tecnici e neolaureati

Se sei un neolaureato o lavori in un profilo tecnico, la parola d’ordine è chiarezza. Arial e Helvetica mettono le competenze in primo piano, con linee nette e spaziatura ariosa. Per un primo curriculum meglio un carattere pulito che uno ricercato, perché chi legge cerca subito le informazioni concrete.

I font da evitare nel curriculum

Alcuni caratteri tipografici remano contro di te, anche quando il contenuto è ottimo. Ognuno ha un’alternativa sicura, così la sostituzione ti porta via pochi secondi.

  • Comic Sans, troppo informale e poco serio, da sostituire con Calibri o Arial
  • Papyrus e i font decorativi o corsivi, difficili da leggere e poco professionali, meglio un sans serif lineare
  • Caratteri molto sottili o condensati, che affaticano la lettura sulle righe lunghe, meglio Arial o Helvetica

Calibri merita una nota a parte, perché è un’ottima scelta affidabile e leggibile ovunque. È il carattere predefinito di Office, quindi lo usano in tantissimi e a volte il CV finisce per assomigliare a tutti gli altri. Se vuoi distinguerti un po’ di più ti basta un carattere meno scontato, come Helvetica o Georgia.

Quando invii il file, controlla anche che il carattere venga letto bene da chi deve superare i software di screening dei CV, perché con i caratteri standard parti più tranquillo.

Dimensione del carattere del curriculum e compatibilità con gli ATS

La dimensione conta quanto la scelta del carattere. Tieni il corpo del testo tra 10 e 12 punti, dove la maggior parte dei profili è comoda con 11 punti. I titoli delle sezioni possono salire a 14 o 16 punti, così la struttura si distingue subito.

Sotto i 10 punti il testo diventa faticoso, e 10,5 punti sono già il limite minimo ragionevole. Se le informazioni non entrano in una pagina, taglia i contenuti superflui invece di rimpicciolire tutto fino a renderlo illeggibile.

C’è poi la lettura automatica, dove anche il carattere curriculum pesa più di quanto sembri. I sistemi di selezione interpretano meglio i caratteri standard come Calibri, Arial e Georgia, mentre i font particolari rischiano di confondere il software che legge il file.

Quando prepari il documento nel programma di scrittura, sapere impostare il carattere giusto in Word ti evita brutte sorprese all’invio. Un carattere standard e una misura leggibile azzerano gran parte dei problemi di compatibilità.

Domande frequenti sul font curriculum vitae

Ci sono diversi caratteri sicuri, senza un vincitore assoluto. Calibri, Arial e Helvetica vanno bene per quasi tutti i profili, mentre Georgia e Garamond rendono meglio negli ambiti formali. La scelta dipende dal tono, perché tra questi font la leggibilità è praticamente identica.

Tieni il corpo del testo tra 10 e 12 punti, con 11 punti come misura più equilibrata per la maggior parte dei curriculum. I titoli delle sezioni possono arrivare a 14 o 16 punti. Sotto i 10 punti il documento diventa difficile da leggere, quindi taglia il testo in eccesso piuttosto che ridurre la dimensione.

Sì, è leggibile e compatibile con gli ATS, quindi non sbagli a usarlo. L’unico limite è che dà un’impressione un po’ datata, perché è legato a tesi universitarie e documenti d’archivio. Se cerchi un tono classico ma più attuale, Georgia mantiene lo stesso stile sobrio con grazie ben proporzionate e un’aria più fresca.

Apri il documento e imposta Calibri, Arial o Helvetica a 11 punti, poi usa lo stesso carattere ovunque, dalle intestazioni ai contatti. Se vuoi saltare anche questo passaggio, parti da un modello già pronto o lascia fare al generatore di curriculum con IA di OnlineCV, che applica un’impaginazione pulita al posto tuo. Chiusa la scelta del carattere, dedica tutto il tempo che ti avanza ai contenuti che portano al colloquio.

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