Come fare un curriculum vitae

Una guida per creare il tuo CV dall’inizio alla fine

Nicola D’Auria
Revisionato da
Nicola D’Auria
Aggiornato il 12/05/2026
CV template Johannesburg

Ogni annuncio di lavoro riceve in media 257 candidature. Che tu debba scriverlo da zero o capire come aggiornare il curriculum, ricorda che i recruiter dedicano tra i 7 e i 10 secondi alla prima scansione di ogni CV, secondo i dati del report Future of Recruiting di LinkedIn

In quei pochi secondi, il tuo curriculum deve comunicare chi sei, cosa sai fare e perché meriti un colloquio. Se non ci riesce, finisce nel cestino, spesso senza che un essere umano lo abbia letto davvero.

Questa guida ti mostra come fare un curriculum vitae che supera sia il filtro automatico dei software ATS sia lo sguardo critico del selezionatore. Trovi regole concrete, la struttura giusta e gli errori da evitare. Lasciamo da parte le teorie generiche!

Prima di iniziare: analisi dell’obiettivo e del target

Prima di scrivere una sola riga, leggi l’annuncio di lavoro con attenzione. 

Comprendere l’annuncio di lavoro

Sottolinea le competenze richieste, i software menzionati e le responsabilità descritte. Queste parole chiave sono quelle che il recruiter cercherà nel tuo CV, sia manualmente sia attraverso un sistema ATS.

Adatta il curriculum a ogni candidatura. Un CV generico, inviato identico a 50 aziende diverse, ha meno probabilità di superare lo screening rispetto a uno calibrato sull’offerta specifica. 

Non serve rifare tutto il CV da zero: spesso è sufficiente aggiornare il profilo professionale e dare un nuovo ordine alle competenze e alle esperienze già maturate, mettendo in risalto ciò che è più in linea con quello che i recruiter stanno cercando per quel ruolo.

Scegliere il formato giusto tra cronologico e funzionale

Il formato del curriculum influenza la prima impressione. 

Formato cronologico inverso

Il formato cronologico inverso (dal ruolo più recente al più lontano) resta lo standard più diffuso e quello meglio interpretato dai software ATS. Funziona per chi ha un percorso lineare e vuole mettere in evidenza la progressione di carriera.

Formato funzionale

Il formato funzionale, invece, organizza il CV per aree di competenza ed è più adatto a chi ha buchi nel percorso lavorativo o sta cambiando settore. Esiste anche il formato combinato, che unisce entrambi gli approcci. 

La scelta dipende dal tuo profilo, ma nel dubbio il cronologico inverso è la scelta più sicura.

Struttura e sezioni di un CV efficace

Vediamo i must e i nice-to-have di ogni curriculum. 

Informazioni di contatto: cosa inserire e cosa evitare

In cima al CV servono nome, cognome, numero di telefono, email professionale e, se pertinente, ottimizzato e aggiornato adeguatamente. il link al profilo LinkedIn. 

Evita indirizzi email poco seri (niente soprannomi o date di nascita nell’indirizzo). L’indirizzo di casa completo non serve più, ti basta indicare la città, provincia e stato.

Per candidature internazionali, soprattutto verso USA e Regno Unito, ometti foto, data di nascita, stato civile e nazionalità. Le linee guida dell’EEOC (Equal Employment Opportunity Commission) statunitense scoraggiano la raccolta di dati che possano generare discriminazione in fase di selezione.

Il profilo professionale come “elevator pitch”

Il profilo professionale è un blocco di 3-4 righe subito sotto i contatti. Il suo compito è rispondere in pochi secondi alla domanda del recruiter: “Perché dovrei continuare a leggere?”. Non è un riassunto della tua vita, ma una sintesi mirata del valore che porti per quella specifica posizione.

Un profilo efficace include il tuo ruolo attuale o la tua area di specializzazione, gli anni di esperienza e 1-2 risultati concreti

Ad esempio “Project manager con 8 anni di esperienza nel settore IT. Ho guidato team fino a 12 persone e ridotto i tempi di delivery del 25% su progetti enterprise”

Questo crea un contesto immediato e invoglia a leggere il resto.

Esperienza lavorativa e risultati quantificabili

La sezione sull’esperienza lavorativa nel curriculum è quella che i recruiter leggono con più attenzione. Per ogni ruolo indica titolo lavorativo, azienda, periodo, mansioni/compiti svolti, soprattutto, i risultati ottenuti. Evita elenchi di responsabilità vaghe.

Usa la formula verbo d’azione + attività + risultato quantificabile

“Coordinato un team di 5 persone per aumentare le vendite del 20% in 6 mesi” dice molto di più rispetto a “Responsabile del team vendite”

I numeri rendono il tuo contributo concreto e misurabile, e catturano l’attenzione anche durante una scansione rapida.

Formazione e competenze (hard e soft skill)

Per la formazione, inserisci il titolo di studio più recente e rilevante. Se hai una laurea, il diploma di scuola superiore non è necessario. Aggiungi certificazioni, corsi di specializzazione e master solo se pertinenti alla posizione.

Per le competenze, distingui tra hard skill e soft skill

  • Le hard skill sono competenze tecniche misurabili (linguaggi di programmazione, software, lingue straniere). 
  • Le soft skill sono qualità trasversali (leadership, problem solving, lavoro in team).

Inserisci le hard skill per prime, perché sono quelle che i sistemi ATS cercano e i recruiter verificano.

Ottimizzazione per i sistemi ATS nel fare un CV

Il 98% delle aziende Fortune 500 utilizza un Applicant Tracking System per filtrare i CV prima che un recruiter li veda. Gioca d’anticipo. 

Come le aziende leggono il tuo CV

Anche in Italia, le grandi aziende e le agenzie per il lavoro adottano questi software. Il tuo curriculum, prima di arrivare a un essere umano, deve superare un filtro automatico basato su parole chiave.

Gli ATS (soprattutto quelli più moderni) assegnano un punteggio predefinito dall’azienda (che può essere alto o basso) in base a competenze richieste, titoli ed esperienze specifiche.

Comunque, la scelta finale resta sempre del selezionatore, che decide se scartare il candidato oppure portare avanti la candidatura. Può però succedere che, vedendo un punteggio basso, il recruiter decida di non proseguire, pur avendo comunque consultato il CV.

Parole chiave e formattazione “bot-friendly”

Per ottimizzare il curriculum per i software ATS, usa le stesse parole chiave presenti nell’annuncio di lavoro. Se l’annuncio chiede “conoscenza di SAP”, scrivi esattamente “SAP” nel tuo CV, non un sinonimo generico.

Per la formattazione, segui queste regole pratiche: 

  • Usa un layout a colonna singola.
  • Evita tabelle complesse e immagini nel corpo del testo.
  • Scegli un font leggibile (Arial, Calibri, Helvetica).
  • Salva il file in formato .docx o PDF a seconda di quanto richiesto. 
  • Le intestazioni delle sezioni devono essere standard (es. “Esperienza”, “Formazione”, “Competenze”).

Il tocco finale tra revisione e design

Non dimenticarti della parte grafica e degli ultimi check. 

L’importanza di un layout pulito

Un CV visivamente ordinato trasmette professionalità ancora prima che il contenuto venga letto.

Mantieni margini uniformi, spaziatura coerente e non più di 2 font diversi nell’intero documento. Il grassetto serve a evidenziare ruoli e risultati, non a decorare. Se il CV supera le 2 pagine, taglia le sezioni meno rilevanti per la posizione.

Il nostro CV Builder di OnlineCV offre template professionali già ottimizzati per i sistemi ATS, con la possibilità di riordinare le sezioni tramite drag-and-drop e suggerimenti basati sull’intelligenza artificiale per compilare ogni blocco in modo efficace.

Errori comuni che costano il colloquio

Alcuni errori nel curriculum vitae si ripetono con frequenza e sono facilmente evitabili. 

  • Refusi ed errori grammaticali sono il motivo più rapido per finire nel cestino. Rileggi il CV almeno due volte e, se possibile, fallo controllare da qualcun altro.
  • Inviare sempre lo stesso CV senza adattare il profilo alla posizione.
  • Inserire una foto non professionale.
  • Includere informazioni irrilevanti come hobby generici o esperienze lavorative di 15 anni fa o irrilevanti per il ruolo in questione. 

Ogni riga del CV deve giustificare la propria presenza. Se un’informazione non aiuta la candidatura, toglila.

Domande frequenti (FAQs)

Per la maggior parte dei profili, 1-2 pagine sono sufficienti. I neolaureati dovrebbero puntare a una pagina. I professionisti con 10+ anni di esperienza possono arrivare a due, ma solo se ogni informazione aggiunge valore per la posizione specifica.

In Italia la foto è ancora comune, ma non obbligatoria. Se la inserisci, scegli un primo piano professionale su sfondo neutro. Per candidature verso USA, UK o paesi con normative anti-discriminazione rigide, omettila.

Il PDF è lo standard perché mantiene la formattazione su qualsiasi dispositivo. Alcuni portali aziendali richiedono il formato .docx per facilitare la lettura da parte dell’ATS. Controlla sempre le indicazioni nell’annuncio prima di inviare.

Metti la formazione in primo piano, includi stage, tirocini, progetti universitari e attività di volontariato. Anche un lavoro stagionale o un’esperienza Erasmus possono dimostrare competenze trasversali utili al recruiter.

Aggiornalo ogni volta che cambi ruolo, acquisisci una nuova competenza o completi un progetto rilevante. Tenerlo pronto evita la fretta di dover creare un curriculum da zero quando trovi un annuncio interessante.