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Lavorare in Spagna

Una guida per trasferirsi e cercare lavoro in Spagna
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La Spagna è una delle destinazioni preferite degli italiani, non solo per le vacanze ma anche per trasferirsi. Nonostante sia stata duramente colpita dalla crisi del 2008, l’economia spagnola si è ripresa meglio di quella italiana e il mercato del lavoro, soprattutto in grandi città come Madrid e Barcellona, è florido.

La qualità della vita in Spagna è altissima e secondo una ricerca condotta da HSBC, la Spagna è il quarto Paese preferito dagli expats quando si tratta di pensare a dove andare a vivere.

È in cima alle classifiche in categorie come l’attenzione alla famiglia, la salute, e il rapporto tra lavoro e vita privata.

Ma come andare a vivere e lavorare in Spagna? In questo articolo, troverai molte informazioni utili e consigli riguardanti:

  • Come trovare lavoro in Spagna
  • Che documenti servono per lavorare in Spagna e trasferirsi
  • I salari medi spagnoli e la qualità della vita

Trovare lavoro in Spagna: Cose da sapere

Ci sono moltissime opzioni per chi vuole andare a lavorare in Spagna. Certo, cercare lavoro dall’Italia può essere più difficile, ma non impossibile.

Le aziende multinazionali con sede a Madrid e Barcellona pubblicano i propri annunci online e spesso sono disponibili a fare i primi colloqui in videoconferenza. Lo stesso vale per i grandi stabilimenti turistici che assumono personale per la stagione estiva. In entrambi i casi, è essenziale avere un curriculum ottimizzato per il web.

Se sei già in Spagna, ci sono diversi canali a cui affidarsi. Nei centri urbani più grandi, un buon punto di partenza sono le piattaforme professionali online come LinkedIn e i siti web delle singole aziende.

Nelle cittadine e per quel che riguarda imprese più piccole, è possibile che non si trovino annunci online. È meglio quindi crearsi una rete di conoscenze, contattare direttamente le imprese, e anche cercare nei centri per l’impiego.

La maggior parte delle aziende e organizzazioni richiede un curriculum in spagnolo. C’è però da notare che lo spagnolo non è l’unica lingua ufficiale della Spagna e che a seconda della regione in cui ci si trovi, sarà utile creare un CV anche nella lingua locale (il catalano, per esempio, nella zona di Barcellona.)

Che documenti servono per lavorare in Spagna?

La bella notizia è che la Spagna è uno Stato membro dell’Unione Europea. Questo significa che fa parte dell’area di libero movimento per i cittadini europei e che quindi, gli italiani dovranno solo avere con sé la propria carta d’identità (o se si preferisce, il passaporto) per poter varcare la frontiera e visitare la Spagna. La tessera sanitaria europea è sufficiente perchè gli italiani in Spagna ricevano cure mediche urgenti.

Certo, una cosa è andare in vacanza per un paio di settimane alle Canarie e un’altra spostare la propria vita e il proprio lavoro in Spagna.

Ecco i documenti necessari per iniziare a lavorare in Spagna:

  • Numero di previdenza sociale. Chi vuole lavorare in Spagna dovrà iscriversi alla previdenza sociale (Seguridad Social in spagnolo) per poter pagare le tasse e accedere a molti servizi. Si ottiene prendendo un appuntamento con l’ufficio della Tesoreria più vicino.
  • Il NIE. Il NIE (Número de Identidad de Extranjero) è un numero identificativo unico assegnato ai cittadini europei. Si ottiene presso le stazioni di polizia spagnole però bisogna prendere appuntamento e si dovrà tornare più di una volta e pagare una tassa.

Senza questi documenti sarà difficile firmare un contratto di lavoro. Si può iniziare a lavorare senza NIE ma bisognerà poi procurarselo prima del 31 di dicembre dell’anno in cui si è stati contrattati.

I cittadini non-UE, non godendo dei vantaggi Schengen e dell’Unione, dovranno ottenere un visto e un permesso di lavoro.

Non è tutto, ci sono altri documenti che bisognerà ottenere per poter vivere stabilmente in Spagna. Ecco alcuni esempi:

  • Iscrizione all’anagrafe municipale. L’Empadronamiento è un documento che prova il tuo domicilio spagnolo e serve per molte pratiche, come per esempio l’iscrizione AIRE spagnola e l’apertura di un conto bancario da residente.
  • La tessera sanitaria. Se è vero che la tessera sanitaria europea è sufficiente per ricevere assistenza medica in territorio UE quando si è in vacanza, per accedere al servizio sanitario nazionale completo e quindi avere un medico di base ci si dovrà registrare con il centro sanitario più vicino (Centro de Salud) e ottenere la tessera sanitaria spagnola.

Come sono gli stipendi medi in Spagna?

Rispetto a Paesi come il Lussemburgo o la Svizzera, la Spagna non vanta stipendi esageratamente alti. C’è però da notare che il costo della vita è più basso rispetto a quello italiano e si pagano meno tasse. In alcune Comunità Autonome, poi, come le Canarie, le agevolazioni fiscali sono particolarmente vantaggiose.

Perciò non è difficile avere più soldi in tasca alla fine del mese, anche se bisogna sempre considerare la differenza tra costo della vita nelle varie città.

Altri vantaggi dell’emigrare in Spagna sono:

  • La lingua facile da apprendere per chi parla italiano
  • Il clima piacevole che permette di passare molto tempo all’aperto in ogni stagione
  • Lo stile di vita simile a quello italiano
  • La gastronomia e dieta mediterranea che, oltre a essere gustose, contribuiscono all’aspettativa di vita spagnola, quinta nel mondo

Il salario minimo in Spagna è salito a 900 euro al mese per 14 paghe all’anno nel 2019. Per un lavoro part-time, quindi, lo stipendio minimo è di 450 euro.

L’istituto spagnolo di statistica (INE) riporta che lo stipendio medio in Spagna equivale a 23 mila euro all’anno.

Ecco alcuni esempi di salari medi spagnoli relativi a professioni specifiche:

  • Ortodontista: 65 mila euro all’anno
  • Medico: 40 mila euro all’anno
  • Ingegnere informatico: 35 mila euro all’anno
  • Cuoco: 32 mila euro all’anno
  • Infermiere: 27 mila euro all’anno
  • Commesso: 18 mila euro all’anno

Sia il costo della vita che i salari, però, possono cambiare drasticamente a seconda della regione e città in cui si vive.