Mentire sul curriculum? Meglio non farlo!

Si può mentire sul curriculum?

E’ vero: non è facile trovare il lavoro dei tuoi sogni, e quando la fortuna bussa alla porta con quell’offerta perfetta per te, faresti di tutto pur di ottenere un colloquio con il selezionatore. Sei anche consapevole che avrai tanti concorrenti, e rimugini su come fare per ricevere il fatidico invito a presentarti nell’ufficio del personale, per una possibile assunzione.

Mentire nel curriculum, però, non è una bella idea.

non mentire sul cv

Le invenzioni lasciale agli inventori

A quell’azienda serve una persona con un’esperienza di almeno due anni? Ma sì, io ho lavorato nel settore che richiedono; d’accordo solo sei mesi, ma che differenza c’è?

So tante cose, e altre ne imparerò da loro, se mi assumono; sì, nel CV scriverò che ho due anni di esperienza.

Richiedono un buon livello di Inglese? Un po’ lo conosco, quando navigo in rete guardo tanti siti stranieri, e poi sono stato a Londra una settimana e me la sono cavata, no? Nella sezione delle lingue, metterò: Inglese, conoscenza professionale; già che ci sono aggiungo il Francese, l’ho fatto alle medie, qualcosa mi ricordo.

Così faccio vedere che sono la persona giusta.

No, non pensare neanche lontanamente che le bugie nel curriculum possano essere una buona cosa. Vediamo insieme perché.

Il 99% dei candidati mente sul CV

Secondo le stime degli esperti, il 99% dei candidati mente sul curriculum vitae.

Se vuoi sperare di avere una chance per entrare nella rosa finale dei candidati, devi far parte dell’1% che dice la verità.

Proprio a causa di questa altissima percentuale di bugiardi, i selezionatori prestano particolare attenzione alla lettura del CV e controllano i dati riportati.

Per esempio, se citi società dove dici di avere lavorato, molto spesso le aziende si mettono in contatto con loro per avere conferme.

Ma il campo dove i selezionatori procedono ai più approfonditi accertamenti è senz’altro quello dei requisiti; molto probabilmente verificheranno le tue capacità, e dovrai impegnarti a superare i test necessari, forse anche durante il colloquio per l’eventuale assunzione. E se ci sono bugie nel curriculum, lo scopriranno.

Mentire sul curriculum: cosa si rischia?

Comunque, se hai deciso di mentire nel curriculum e hai la fortuna di essere assunto, la verità alla fine verrà a galla e quando succederà, perderai il posto di lavoro e avrai rovinato la tua reputazione.

Non dimenticarti che le aziende si parlano – soprattutto se sono dello stesso settore – e si scambiano informazioni sui candidati.

Ma non è finita qui.

Mentire nel curriculum può essere un reato anche grave

Molti considerano con leggerezza le bugie nel curriculum.

In realtà, mentire nel CV può avere conseguenze molto serie, diverse se il rapporto di lavoro è pubblico o privato.

Per esempio, in caso di concorso pubblico, se violi le norme previste fornendo dati falsi, puoi rischiare fino a due anni di reclusione (v. Cass. n. 15535/2008), incorrendo nel reato di falsità ideologica in atto pubblico e anche, secondo l’articolo 496 del Codice di procedura penale, in quello di false dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie.

Se invece il datore di lavoro è un privato, mentire nel curriculum non solo potrebbe causare il licenziamento in tronco per giusta causa, ma accendere la procedura per la richiesta dei danni e della restituzione di tutti gli stipendi liquidati.

Inoltre, se sei un professionista, potresti anche essere sottoposto a una sanzione disciplinare per illecito deontologico da parte del consiglio dell’ordine al quale appartieni.

Numerose le sentenze emesse dalla Corte di Cassazione

La casistica riguardante la falsificazione dei CV è ampiamente documentata e numerose sono le sentenze emesse dalla Corte di Cassazione. Per esempio è noto il caso di un imputato che aveva attestato dichiarazioni false sulle proprie qualità personali in un curriculum inviato al Comune, in particolare affermando di avere ricoperto importanti ruoli in ambito televisivo. Questa la sentenza: “Il principio di diritto affermato da questa pronuncia riconosce senza remore la sussistenza del delitto di false dichiarazioni sulle proprie qualità personali ex art. 496 c.p., qualora le affermazioni mendaci siano contenute in un curriculum vitae presentato a un ente pubblico. Tutto ciò vale anche a prescindere dal mancato rispetto delle formalità previste per le dichiarazioni sostitutive di cui all’art.38 del d.P.R. n.445 del 2000”.

No, non ti conviene proprio mentire nel curriculum.

Molto meglio dire sempre la verità, non solo per evitare spiacevoli conseguenze, ma anche e soprattutto per aumentare le possibilità di raggiungere il tuo obiettivo: l’assunzione.