Curriculum vitae da badante: esempi e competenze da inserire
Scopri come scrivere un curriculum da badante perfetto

- Esempi di curriculum da badante
- Come scrivere ogni sezione del curriculum da badante
- Competenze e qualità da valorizzare nel curriculum dell’assistente familiare
- Le mansioni della badante da descrivere nel CV
- Il livello CCNL colf e badanti da dichiarare nel CV
- Gli errori del curriculum da badante da evitare
- Domande frequenti sul curriculum da badante
- Altri esempi di CV
Una famiglia che cerca una badante apre il tuo CV con una domanda sola in testa, se può affidarti un genitore che non è più autonomo. La risposta la cerca nelle prime righe, nel grado di autonomia delle persone che hai assistito finora.
Se lavori come badante o assistente familiare, il tuo cv può finire magari anche sotto gli occhi di un’agenzia che deve coprire un turno entro pochi giorni. In entrambi i casi vengono ricercate le stesse specifiche: la continuità di servizio, referenze che si possono contattare , la disponibilità tra convivenza, ore e notti, le qualifiche con ore ed ente accanto.
Le priorità cambiano da mestiere a mestiere, come mostrano gli esempi di curriculum divisi per professione. Nell’assistenza alla persona contano soprattutto chi hai assistito e per quanto tempo e in quale periodo.
💡 Consiglio
Prima di inviare il CV
Rileggi le prime otto righe e controlla che dicano il tipo di assistenza e la disponibilità, più la qualifica con le ore. Il CV serve a ottenere la telefonata. Al resto pensi tu, di persona.
Le famiglie leggono il messaggio prima dell’allegato, quindi accompagna il file con due righe sulla situazione e sugli orari. Sul sito trovi anche l’editor per costruire una lettera di presentazione tarata sulla famiglia.
Se riparti da zero, il nostro CV Builder imposta le sezioni di un curriculum da badante e tu lo completi nel modo corretto.
Esempi di curriculum da badante
I modelli che seguono coprono i tre casi che arrivano più spesso. Il primo si rivolge a una famiglia privata, che legge il CV senza conoscere il gergo tecnico del mestiere. Nel secondo a selezionare è il coordinatore di una struttura residenziale, che quel gergo lo usa tutti i giorni. Il terzo è per chi ha assistito un familiare senza una qualifica professionale e quindi senza un contratto adeguato.
Esempio 1: badante convivente per una persona non autosufficiente
Questo modello vale se hai alle spalle otto anni di assistenza continuativa e almeno un incarico chiuso bene. Ogni mansione dichiarata ha valore solo con un numero accanto e indicare livello contrattuale accanto al ruolo aiuta la famiglia a inquadrare subito la tua esperienza.
Contatti e disponibilità
Nome Cognome
Badante convivente | livello CS
🏠 Torino | 📧 nome.cognome@email.it | 📞 +39 000 000 0000
Patente B e auto propria | Convivenza, notti e festivi
Profilo in breve
Badante con 8 anni di esperienza nell’assistenza domiciliare a persone non autosufficienti. Dal 2021 seguo in convivenza un uomo di 84 anni con malattia di Parkinson, con copertura notturna 7 notti su 7.
Esperienza professionale
Badante convivente | Famiglia privata, Torino | 2021 – oggi
- Trasferimenti letto-carrozzina con disco girevole e cintura ergonomica, nessuna caduta in 5 anni
- Controllo del portapillole settimanale preparato dalla famiglia, con diario degli orari per il medico
- Risvegli notturni ridotti da 5 a 2 dopo la riorganizzazione della routine serale
- Spesa settimanale su budget di 120 euro, con rendiconto mensile alla famiglia
Badante a ore | Famiglia privata, Moncalieri | 2018 – 2021
- Assistenza a signora autosufficiente di 79 anni, 4 ore al giorno per 3 anni
- Accompagnamento a 2 visite specialistiche al mese
Formazione, competenze e lingue
- Corso regionale per l’assistenza domiciliare | 120 ore | ente accreditato, Torino | 2017
- Attestato BLSD, rianimazione cardiopolmonare e uso del defibrillatore | Croce Rossa Italiana | 2025
- Movimentazione manuale del paziente | 16 ore | agenzia formativa accreditata, Torino | 2023
- Igiene a letto, prevenzione delle lesioni da pressione, uso di deambulatore e carrozzina
- Italiano e rumeno madrelingua
Referenze verificabili
Familiare di riferimento dell’incarico 2018 – 2021 e coordinatrice del servizio domiciliare, contattabili previo avviso.
💡 Consiglio
Cerca di far stare tutto in una pagina, e chi la legge trova il caso, la durata e il risultato con maggiore facilità.
Esempio 2: assistente in casa di riposo o RSA con qualifica OSS
Il secondo modello si rivolge a chi lavora in una casa di riposo o in RSA, la residenza sanitaria assistenziale, dove si entra con la qualifica di operatore socio-sanitario. Ospiti per turno e protocolli sono quello che un coordinatore cerca per primo.
Contatti e disponibilità
Nome Cognome
Operatrice socio-sanitaria
📍 Firenze | 📧 nome.cognome@email.it | 📞 +39 000 000 0000
Disponibile sui 3 turni, weekend compresi
Profilo in breve
Operatrice socio-sanitaria con 10 anni di esperienza tra RSA e nuclei Alzheimer. Assisto 18 ospiti per turno, 6 dei quali con disfagia, in équipe con infermieri e fisioterapisti.
Esperienza in struttura residenziale
Operatrice socio-sanitaria | RSA, Firenze | 2019 – oggi
- Assistenza diretta a 18 ospiti per turno nel nucleo Alzheimer, su 3 turni a rotazione
- Supporto ai pasti di 6 ospiti con disfagia, dieta a consistenza modificata
- Mobilizzazione con sollevatore a imbracatura di 4 ospiti allettati, con consegne all’infermiere a fine turno
Addetta all’assistenza | Casa di riposo, Prato | 2016 – 2019
- Igiene e vestizione di 12 ospiti al mattino, con rilevazione dei parametri vitali
- Segnalazione di 3 lesioni da pressione al primo stadio
Qualifica, competenze e lingue
- Qualifica di operatore socio-sanitario | 1.000 ore | Regione Toscana | 2015
- Attestato BLSD | 5 ore | centro di formazione accreditato, Firenze | 2025, con aggiornamento biennale
- Diploma di istituto professionale, servizi socio-sanitari | 2013
- Mobilizzazione con ausili e prevenzione delle cadute
- Italiano madrelingua | Spagnolo B2
Referenze su richiesta
Coordinatrice del nucleo Alzheimer e infermiera di turno, contatti disponibili su richiesta.
💡 Consiglio
Il livello contrattuale compare solo nel primo esempio. In struttura vale un altro contratto, e a pesare è il lessico del reparto, nucleo, consegne, parametri.
Esempio 3: il profilo di chi ha assistito un familiare
Se hai passato anni ad assistere un tuo genitore senza contratto, è giusto inserire sul CV quella attività con durata, autonomia e mansioni reali. Il documento cambia poco rispetto agli altri due. Cambiano solo le persone che possono confermare quello che hai fatto.
Contatti e disponibilità
Nome Cognome
Assistente domiciliare
📍 Bari | 📧 nome.cognome@email.it | 📞 +39 000 000 0000
Patente B | Disponibile a ore, notti e fine settimana
Profilo in breve
Assistenza continuativa a un familiare non autosufficiente per 6 anni, con corso base da 160 ore completato nel 2025. Attestato BLSD in corso di validità.
Esperienza di cura in famiglia
Assistenza a un familiare | Abitazione privata, Bari | 2019 – 2025
- Assistenza quotidiana a persona di 81 anni con demenza in fase moderata, 6 anni senza interruzioni
- Igiene a letto e cambio postura anche di notte, nessuna lesione da pressione in 6 anni
- Promemoria della terapia prescritta e accompagnamento a 2 visite mediche al mese
- Gestione della casa, della spesa e degli appuntamenti su un’unica agenda condivisa con il medico
Formazione e attestati
- Corso base per l’assistenza domiciliare agli anziani | 160 ore | ente accreditato, Bari | 2025
- Attestato BLSD | 5 ore | Croce Rossa Italiana | 2025
Competenze e lingue
- Igiene a letto, cambio postura e prevenzione delle lesioni da pressione
- Uso di deambulatore e carrozzina, trasferimenti con cintura ergonomica
- Italiano madrelingua | Inglese A2
Referenze verificabili su richiesta
Familiare di riferimento del nucleo e medico di famiglia, contattabili previo avviso.
💡 Consiglio
Raccontati così, quei sei anni diventano un percorso portato fino in fondo. Un CV impostato senza incarichi retribuiti alle spalle regge quando formazione e competenze stanno in alto, prima dell’esperienza. La disponibilità va dichiarata subito, perché è la prima cosa che una famiglia incrocia con i propri orari.
Come scrivere ogni sezione del curriculum da badante
L’ordine che regge quasi sempre parte dai contatti, con la disponibilità accanto al numero. Poi profilo, esperienza a ritroso, formazione, competenze e referenze. Con una qualifica presa da poco conviene portare la formazione sopra l’esperienza, e se il tuo punto forte sono gli ausili e il BLSD il blocco delle competenze può salire ancora.
Il profilo in poche righe
Inizia a scrivere gli anni di servizio e grado di autonomia delle persone assistite, in tre o quattro righe. Le tue aspettative su stipendio e orari non vanno indicate: sararanno eventualmente discusse durante il colloquio .
Una riga come «Badante con 8 anni di esperienza, assisto una persona con Parkinson» si verifica con una telefonata. «Persona seria ed empatica» è la riga che una famiglia legge su quasi tutti i CV che ha aperto quel giorno.
L’esperienza professionale
Parti dall’incarico attuale fino a quello più vecchio . La riga di testa contiene ruolo, tipo di datore, città e date, e sotto vanno tre o quattro punti misurabili, uno per riga.
Il cognome della famiglia e l’indirizzo di casa non compaiono mai. Al loro posto scrivi «famiglia privata, Torino» e descrivi il quadro clinico in termini generali, per esempio «persona con demenza in fase moderata».
Le mansioni vanno sviluppate attraverso i risultati. «Faccio compagnia» diventa «2 uscite a piedi al giorno con il deambulatore, anche d’inverno», e su un CV da badante con esperienza sono ore di copertura e continuità a spostare la decisione.
Racconta subito se lavori in convivenza o come assistente domiciliare a ore, così risparmi a entrambi una telefonata. I periodi scoperti li descrivi con una riga neutra e basta. Un incarico qui finisce quando la persona assistita muore o entra in struttura, e chi seleziona lo sa benissimo.
Le referenze da indicare
Due o tre nomi bastano, e devono essere persone che ti hanno visto lavorare. Il familiare di riferimento dell’ultimo incarico, la coordinatrice del servizio, l’infermiere che passava a casa.
Le referenze hanno valore solo se chi le firma ti ha visto lavorare, e il consenso glielo chiedi prima di scrivere il nome. Chi è interessato al tuo profilo vuole capire quanto è durato l’incarico, come te la sei cavata nei momenti difficili e se ti richiamerebbero. Sul CV metti ruolo e rapporto con la persona assistita, mai l’indirizzo di casa.
Istruzione, qualifiche e certificazioni
In cima va la qualifica OSS, il titolo che ha più valore . Poi prosegui con il corso regionale con le ore certificate, il BLSD, la movimentazione dei carichi e, se in casa cucini tu, l’HACCP dell’igiene alimentare.
Ogni voce è completa di ente, ore e anno, più la scadenza dove esiste, visto che il BLSD si rinnova periodicamente. Un attestato senza quei dati non lo può controllare nessuno, e la regola vale per ogni titolo che inserisci nella sezione formazione.
Per un titolo conseguito all’estero indica il paese e se è riconosciuto in Italia. Quella differenza si vede in busta paga, perché pesa sul livello contrattuale.
Formato, foto e modelli OnlineCV
Una pagina sola, in ordine cronologico inverso. Due pagine si giustificano oltre i 10 anni di servizio, e solo se la seconda è completa di casi e attestati. Sotto quella soglia, la seconda facciata rallenta soltanto chi legge.
Sul design conviene la sobrietà, bianco e nero e carattere leggibile, nessun riquadro colorato. Chi seleziona deve trovare disponibilità e ore in pochi secondi.
La foto è facoltativa. Con le famiglie private dà un volto alla candidatura, mentre sulle candidature che passano da un’agenzia il nostro consiglio è di non metterla e inserire quindi solo fatti verificabili. Anche il modello europeo di curriculum Europass la lascia opzionale.
Se parti da zero, il nostro CV Builder ti dà modelli personalizzabili già impaginati e suggerimenti basati sull’IA sulle mansioni.

Competenze e qualità da valorizzare nel curriculum dell’assistente familiare
Elenca per prime le tecniche, mobilizzazione e uso degli ausili, igiene a letto, prevenzione delle lesioni da pressione, diete a consistenza modificata, supporto alla terapia prescritta, rilevazione dei parametri vitali e BLSD. Le qualità personali che contano sono poche, pazienza, riservatezza e sangue freddo, più la capacità di parlare con i familiari quando la giornata è andata male.
Le tecniche vanno in alto, le qualità subito sotto. Una famiglia che confronta due CV si ferma sulle prime, perché dicono cosa sai fare in casa sua senza bisogno di un colloquio. La differenza tra competenze tecniche e trasversali si vede tutta in quell’ordine.
Nel 2025 le badanti restano la maggioranza dei lavoratori domestici1 con almeno un contributo versato all’INPS, 51,3% contro 48,7% su 804.464 persone, come già nel 2024.
Il confronto è quindi con molte candidature simili alla tua, e l’ordine delle competenze è la prima cosa che le differenzia .
Aggancia ogni qualità a un fatto. «3 anni con una persona che rifiutava i pasti, senza mai forzare l’alimentazione» pesa molto più di «paziente».
Quello che metti in evidenza cambia anche a seconda del lettore. Chi seleziona in agenzia legge veloce e cerca i termini tecnici , quindi scrivi denso, con le ore certificate ben visibili. Una famiglia legge piano e quei termini spesso non li ha mai sentiti, quindi accorcia le frasi e metti in grassetto la disponibilità notturna e le ore di copertura.
Parole chiave da inserire
I termini che il settore adopera davvero sono quelli che ricorrono negli annunci delle agenzie e nei capitolati delle cooperative.
- non autosufficienza, decadimento cognitivo, disfagia
- assistenza domiciliare e continuità assistenziale
- mobilizzazione, deambulazione, uso degli ausili
- igiene, vestizione e cura del cavo orale
- prevenzione delle cadute e delle lesioni da pressione
- terapia prescritta e rilevazione dei parametri vitali
- riservatezza e gestione dei disturbi del comportamento
Vanno inseriti nella parte dedicata all’ esperienza, dove hanno un contesto e una misura accanto. «Disfagia» conta quando porta con sé il numero e il gesto, per esempio «supporto ai pasti di 6 ospiti con dieta a consistenza modificata».
Verbi d’azione da usare nelle esperienze
Sul CV la frase inizia quasi sempre da un sostantivo, «Trasferimenti», «Igiene», «Controllo», «Segnalazione», perché è la forma che si legge più in fretta dentro un punto elenco. Il verbo ti serve per mettere a fuoco il gesto, tra assistere, mobilizzare, accompagnare, monitorare, rilevare, segnalare, documentare e gestire. Poi lo trasformi nel nome dell’azione che hai fatto.
Dopo il gesto serve sempre una misura, un orario, una quantità, una frequenza. Nel curriculum, i verbi d’azione funzionano meglio se usati con misura. Accanto a ciascuno, inserisci un dato verificabile: ore lavorate, giorni di attività o persone assistite.
Le mansioni della badante da descrivere nel CV
Sei aree coprono quasi tutto quello che una famiglia verifica al colloquio, che tu lavori in convivenza o come assistente domiciliare a ore. Sono l’assistenza agli anziani con decadimento cognitivo, la cura della persona tra igiene e pasti, i farmaci, la mobilizzazione con gli ausili, le emergenze e il supporto domestico.
Descrivi ognuna con il gesto e il risultato, e su farmaci, ausili e primo soccorso trovi anche la riga da adattare.
Come descrivere l’assistenza a una persona con decadimento cognitivo
Descrivi prima di tutto il livello di autosufficienza della persona assistita. Con una signora che cammina con il deambulatore il lavoro è diverso da quello che serve a una persona allettata.
La routine è lo strumento principale del mestiere. Orari fissi per pasti e terapia riducono agitazione e confusione, con un risultato che si misura in risvegli notturni e pasti rifiutati. Cambia anche il modo di parlare, con frasi corte e una sola istruzione per volta, senza contraddire di petto la persona quando sbaglia.
Gli over 65 in Italia sono 14 milioni 821mila, il 25,1% della popolazione2 a inizio 2026, e su questa fascia si concentra il lavoro a domicilio.
Una riga come «Assistenza a persona con demenza in fase moderata, gestione dei disturbi del comportamento serali senza contenzione» racconta a una famiglia che cosa hai già affrontato.
Igiene, vestizione, pasti e idratazione
È la parte che una famiglia giudica per prima, quindi raccontala attraverso azioni precise. Igiene a letto e cura del cavo orale, gestione dell’incontinenza, controllo dei punti di appoggio su sacro e talloni a ogni cambio di posizione.
Una voce come «Igiene quotidiana a letto e prevenzione delle lesioni da pressione con cambio postura ogni 2 ore» tiene insieme le piaghe da decubito e la mobilizzazione in una riga sola.
Sulla vestizione conta l’ordine dei movimenti. Il lato più debole, o quello plegico dopo un ictus, si infila per primo e si sfila per ultimo. Scegli capi che lasciano autonomia, con velcro al posto dei bottoni ed elastico in vita al posto della cerniera.
A tavola contano postura e tempo, con busto eretto e bocconi piccoli. Gli addensanti si usano solo su indicazione medica, quando c’è disfagia, la difficoltà a deglutire. Sull’idratazione tieni il conto dei liquidi bevuti, salvo diverse indicazioni. La regola generica dei due litri non vale per tutti, perché chi ha problemi cardiaci o renali ha un limite prescritto dal medico.
Farmaci, terapie e confini con il personale sanitario
Sul CV la terapia si descrive come supporto all’assunzione di una terapia già prescritta. Quindi controllo del portapillole preparato dalla famiglia o dall’infermiere, promemoria degli orari, diario per il medico curante, ritiro in farmacia e segnalazione di dosi saltate ed effetti indesiderati.
Il confine lo fissa il profilo professionale dell’infermiere. Chi ha quella qualifica garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche3, secondo il decreto del 1994 che lo definisce.
L’operatore socio-sanitario lavora comunque sotto la supervisione dell’infermiere o del medico. In casa privata quella supervisione non c’è, quindi la badante si ferma al supporto all’assunzione di una terapia già prescritta.
Il portapillole preparato dalla famiglia o dall’infermiere è la formula che famiglie e agenzie si aspettano di leggere. Iniezioni, insulina, flebo e cateteri non vanno sul CV in nessun caso.
«Supporto all’assunzione della terapia prescritta e diario degli orari condiviso con il medico curante».
Ausili, trasferimenti e prevenzione delle cadute
Gli ausili che sai usare vanno nominati uno per uno. Sollevatore a imbracatura, telo ad alto scorrimento, disco girevole, cintura ergonomica, letto articolato con sponde. Sul CV la voce diventa «Trasferimenti letto-carrozzina con sollevatore a imbracatura, nessuna caduta registrata in 24 mesi», perché chi seleziona cerca esattamente quei nomi dentro i punti elenco.
Sulle cadute il riferimento è la raccomandazione ministeriale n. 13 sulla prevenzione delle cadute4, scritta per le strutture sanitarie.
La raccomandazione elenca tra i fattori di rischio età oltre i 65 anni, precedenti cadute, incontinenza, deterioramento dello stato mentale e politerapia con quattro o più farmaci.
Lo stesso documento indica i luoghi in cui è più probabile cadere , in camera nel salire e nello scendere dal letto, nel percorso dalla camera al bagno e in bagno durante l’igiene personale. È lì che metti luce notturna, maniglioni e letto regolato all’altezza giusta.
Quando chiamare il 118 e perché conta l’attestato BLSD
Chiama subito per dolore al petto o perdita di coscienza, difficoltà improvvisa a parlare o a muovere un lato del corpo, caduta con sospetta frattura. All’operatore dici in ordine cosa è successo, l’indirizzo con piano e nome sul citofono, l’età della persona, se è cosciente e se respira, le terapie in corso. Poi tieni libera la linea.
Dove è attivo il numero unico 112, la chiamata arriva a una centrale unica di risposta5. Tu dai l’indirizzo e descrivi la scena, e resti al telefono finché l’operatore non ti dice il contrario.
La legge del 2021 sul defibrillatore6 consente l’uso del DAE, il defibrillatore semiautomatico, al personale non sanitario formato. In caso di sospetto arresto cardiaco può usarlo chiunque, quando non è presente nessuno formato.
L’attestato merita quindi una riga dedicata , «Attestato BLSD | ente che lo rilascia | anno», con accanto l’anno dell’ultimo aggiornamento.
Come descrivere il supporto domestico senza sbilanciare il profilo
La parte domestica va descritta come lavoro organizzato, con i suoi strumenti. Menu settimanale concordato, spesa a fronte di un budget, rendiconto scritto, cambio biancheria e agenda degli appuntamenti medici.
Tienila proporzionata. Se metà dei punti dell’esperienza parla di pulizie, il profilo rischia di essere interpretato come domestico e il livello contrattuale scende insieme alla retribuzione. Una voce credibile è «Gestione della spesa settimanale con rendiconto scritto e menu concordato con la dietista».
Il livello CCNL colf e badanti da dichiarare nel CV
Due lettere accanto al ruolo comunicano a una famiglia che tipo di assistenza puoi coprire, e ti risparmiano mezza trattativa. Sul documento il livello si inserisce di fianco al ruolo, «Badante convivente | livello CS | Torino».
Il CCNL colf e badanti, il contratto collettivo del lavoro domestico, riguarda solo il lavoro alle dipendenze di una famiglia. In struttura residenziale vale un contratto diverso, quindi per quelle esperienze il livello non va indicato.
I tre livelli dell’assistenza alla persona sono questi, come li definisce il testo del contratto sul lavoro domestico.
| Livello | Chi ci rientra |
|---|---|
| BS | Assistenza a persona autosufficiente e baby-sitter |
| CS | Assistenza a persona non autosufficiente, senza formazione specifica |
| DS | Assistenza a persona non autosufficiente, con formazione specifica |
Il salto da CS a DS dipende dalla formazione. Il contratto la considera acquisita con un diploma nello specifico campo delle mansioni, conseguito in Italia o all’estero purché equipollente, oppure con un corso che rispetti la durata minima fissata dalla tua regione e comunque non sotto le 500 ore.
Una qualifica come quella di operatore socio-sanitario supera abbondantemente la soglia. Un corso base da 120 o 160 ore non ci arriva, quindi il livello parte da CS anche con otto anni alle spalle. Il contratto è in vigore dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 20287.
Alcune regioni tengono un registro regionale degli assistenti familiari8, il Veneto tra queste, aperto a chi ha completato un percorso riconosciuto, e l’iscrizione vale una riga sul CV.
Gli errori del curriculum da badante da evitare
Sono sette gli errori , e stanno tutti nella prima pagina.
- «Somministrazione dei farmaci» come compito autonomo. Scrivi che dai supporto a una terapia già prescritta.
- Profilo costruito con soli aggettivi. Apri con un risultato che si può misurare, gli anni e la situazione gestita.
- Attestati senza ore, ente e anno. Senza quei dati il passaggio di livello salta.
- Nessuna riga sulla disponibilità. Convivenza, notti, festivi e patente vanno in alto, sotto il nome.
- Cognome della famiglia e indirizzo di casa nell’esperienza. Bastano tipo di datore e città.
- Lo stesso file per agenzie e famiglie. Due versioni con gli stessi fatti, tarate su chi legge.
- Tre pagine a colori. Una pagina in bianco e nero, leggibile in pochi secondi.
Prima di allegare il file ricontrolla la riga sui farmaci, la disponibilità e i contatti delle referenze. Se stai rifacendo il documento da capo, il nostro editor di CV segnala le voci rimaste vuote mentre compili.
Domande frequenti sul curriculum da badante
Le domande che tornano più spesso su questo tipo di candidatura sono queste.
Nessun titolo è obbligatorio per lavorare presso una famiglia privata. Conta però quello che scrivi al posto del titolo, quindi porta in alto le ore di assistenza già fatte, quanto erano autonome le persone assistite e gli anni sullo stesso incarico. Un corso preso più avanti lo aggiungi appena lo finisci.
Badante e assistente familiare indicano lo stesso lavoro. Il secondo è il termine che usano annunci e bandi pubblici. L’operatore socio-sanitario ha invece una qualifica regionale da almeno 1.000 ore e può lavorare anche in struttura. Sul CV usa il termine dell’annuncio a cui rispondi.
Con le stesse voci di un incarico regolare, cioè periodo, tipo di datore e mansioni. Se non hai una busta paga da mostrare, chiedi al familiare di riferimento una referenza scritta e verificabile, perché un contatto raggiungibile sostituisce il documento che manca.
Può aiutare ad assumere una terapia già prescritta, niente di più. Se una famiglia ti chiede un’iniezione o una medicazione complessa, di’ subito che non rientra nei tuoi compiti e chiedi che intervenga l’infermiere.
Scrivilo in italiano semplice e fallo rileggere a una persona madrelingua prima di inviarlo. Indica il livello reale, B1 o B2, e aggiungi le altre lingue che parli. In molte case una seconda lingua è un vantaggio.
Altri esempi di CV
- https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.06.osservatorio-sui-lavoratori-domestici-i-nuovi-dati.html ↩︎
- https://www.istat.it/comunicato-stampa/indicatori-demografici-anno-2025/ ↩︎
- https://www.fnopi.it/wp-content/uploads/2019/10/DM-739-94.pdf ↩︎
- https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?id=1639&lingua=italiano ↩︎
- https://112.gov.it/il-servizio/ ↩︎
- https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-08-04;116~art3 ↩︎
- https://associazionedomina.it/ccnl-lavoro-domestico/ ↩︎
- https://salute.regione.veneto.it/assistenza-sociosanitaria-/anziani-non-autosufficienti/sportello-badanti-e-registro-regionale-assistenti-familiari ↩︎






















