Buchi nel curriculum: come spiegarli durante un colloquio di lavoro?

Buchi nel curriculum: come spiegarli durante un colloquio di lavoro?

La presenza dei buchi nel curriculum è da intendersi come una sorta di discontinuità nel background professionale, dove si evidenziano periodi più o meno prolungati di inattività, nella maggior parte dei casi dovuti all’estrema flessibilità che oggi riguarda il mercato del lavoro.

Tuttavia, i buchi professionali in un cv preoccupano spesso chi è in cerca di lavoro, considerando che, almeno al primo colloquio, potrebbero non essere valutati positivamente dai responsabili delle risorse umane o comunque da chi esamina il curriculum.

Per quanto oggi la precarietà del lavoro sia evidente, la presenza di una o più interruzioni in un curriculum richiede sempre una spiegazione, considerando che può riferirsi alle ragioni più varie: dai problemi di famiglia, alla malattia, alla chiusura di un’azienda, ma anche alla scarsa volontà nella ricerca di un’occupazione.

Il suggerimento è quindi quello di cercare sempre di giustificare i buchi temporali del proprio cv, ovviamente in maniera credibile, cercando di enfatizzarne gli aspetti positivi.

buchi nel curriculum

Qualche consiglio per spiegare meglio i buchi nel cv

È bene considerare che i buchi professionali in un curriculum vitae sono comunque parte di una storia che va a costituire la propria esperienza unica e personale. Inventare periodi di lavoro non corrispondenti alla realtà non solo è scorretto, ma anche controproducente, così come giustificare i vuoti con inutili giri di parole.

Un periodo vuoto tra le esperienze di lavoro può essere causato dalla decisione di riprendere gli studi o di concedersi una pausa per riflettere meglio sul futuro: è comunque preferibile offrire una breve spiegazione e cercare di trarne qualche vantaggio.

Dare valore a tutte le esperienze professionali e personali

Se le pause temporali nel cv sono dovute a momenti di attività alternative ad un tradizionale lavoro temporaneo, è bene evitare di nasconderle, poiché possono invece costituire un punto di forza.

Un corso di specializzazione o un master, un anno di volontariato all’estero, un periodo di lavoro da libero professionista, una pausa forzata per assistere un famigliare sono tutti elementi che contribuiscono a dimostrare la propria capacità di fare delle scelte o di prendersi le proprie responsabilità.

Non considerare i buchi professionali nel cv di breve durata

Se la presenza dei buchi professionali nel curriculum è limitata a momenti molto brevi, magari di poche settimane, si può semplicemente evitare di mostrarli, indicando nelle date delle varie esperienze di lavoro solo il mese e l’anno o, per i periodi più lunghi, solo l’anno. Evitando sempre, ovviamente, di adulterare il cv con notizie non corrispondenti alla verità o di fingere di avere dimenticata la presenza degli ammanchi temporali.

Non evitare o escludere il problema dei buchi nel cv

Uno degli errori più diffusi, sicuramente da evitare, è quello di escludere i buchi professionali dal cv e di indicare solo i periodi di lavoro. Come abbiamo detto, questo sistema può essere applicabile se l’inattività riguarda qualche settimana o al massimo due o tre mesi, magari dedicati ad un percorso di formazione, tuttavia i periodi più prolungati richiedono di essere giustificati, per evitare di destare sospetti ed essere messi in difficoltà da una richiesta di spiegazioni.

Introdurre il cv con una lettera di presentazione efficace

Per chiarire meglio un curriculum in cui si trovano diverse pause temporali piuttosto prolungate, un’ottima soluzione è quella di scrivere una breve introduzione o di accompagnarlo ad una lettera di presentazione efficace.

Questo sistema permette di specificare meglio le proprie esperienze, le attitudini, le aspirazioni e la situazione personale. Talvolta i periodi di inattività possono essere dovuti alla nascita di un bimbo, all’esigenza di assistere i genitori o ad un cambio di residenza: la lettera di presentazione permette di spiegarsi meglio fin da subito, evitando che sia l’esaminatore a “trovare” i buchi nel cv e a chiedere informazioni al riguardo.

Trasmettere sempre un’impressione di sicurezza

Non tutti hanno la fortuna di lavorare per decenni nella stessa azienda, ma purtroppo un background professionale eterogeneo e frammentato può destare incertezze sulla propria attendibilità professionale.

È quindi importante non solo chiarire con precisione gli eventuali buchi nel curriculum vitae di media o lunga durata, ma anche mostrare la propria motivazione e intraprendenza nella ricerca del lavoro.

Essere trasparenti e mostrare sicurezza significa a volte evitare spiegazioni poco attendibili riguardo ai buchi professionali nel cv, soprattutto se di breve durata, affermando semplicemente di avere dedicato il tempo proprio alla ricerca di un lavoro più soddisfacente del precedente.