Curriculum vitae da addetto alle pulizie: esempi e competenze

Come scrivere un CV da addetto alle pulizie

Lorenzo Previato
Scritto da
Lorenzo Previato
Copywriter di HR e Recruiting
Aggiornato il 31/08/2026
esempio di Curriculum vitae da Addetto alle pulizie

Un curriculum da addetto alle pulizie funziona quando ogni voce porta un numero accanto. Ambienti puliti, macchinari condotti, prodotti e diluizioni gestite, attestati di sicurezza in corso di validità. Un CV costruito sui fatti ti mette davanti a chi copia-incolla.

In un’impresa di pulizie il selezionatore guarda turni, sicurezza e tipo di ambiente. Chi riesce a coprire le sostituzioni e arriva con la formazione già in regola parte avanti su tutti gli altri. Ogni mestiere ha le sue priorità, come si vede negli altri esempi di curriculum divisi per professione, e qui contano ambienti e macchine.

Esempio di curriculum per pulizie civili e industriali

Questo modello vale se hai 7 anni tra uffici e siti produttivi. Guarda dove cadono i numeri. È il dato a reggere ogni mansione dichiarata.

addetto alle pulizie
Copiato!

Contatti e disponibilità

Nome Cognome

Addetta alle pulizie civili e industriali

🏠 Bologna | 📧 nome.cognome@email.it | 📞 +39 000 000 0000 | Patente B | Disponibile su turni

Profilo professionale

Addetta alle pulizie con 7 anni di esperienza tra uffici e reparti produttivi. Conduco lavasciuga e monospazzola e chiudo ogni turno con checklist firmata. 3 anni di appalto senza infortuni.

Esperienza lavorativa

Addetta alle pulizie | Impresa multiservizi, uffici e siti produttivi, Bologna | 2023 – oggi

  • Sanificazione giornaliera di 2.800 m² di uffici su 3 piani, con checklist firmata
  • Lavaggio di 4.000 m² di reparto produttivo con lavasciuga uomo a bordo, turno notturno
  • Lavasciuga uomo a terra su 1.500 m² tra corridoi e atri, un passaggio per turno
  • Deceratura e ceratura di 600 m² di linoleum, 2 cicli l’anno

Operatrice delle pulizie | Cooperativa di servizi, Imola | 2019 – 2023

  • Scale condominiali, aree comuni e garage in 9 stabili, 2 passaggi a settimana
  • Post cantiere su 5 ristrutturazioni, polveri rimosse con aspiratore industriale
  • Affiancamento di 3 nuove colleghe su monospazzola e diluizioni

Attestati, competenze e lingue

  • Formazione lavoratori D.Lgs. 81/2008 | ente formatore | aggiornamento 2025
  • Abilitazione all’uso di piattaforme di lavoro elevabili | 2024
  • Attestato HACCP per personale non manipolatore | 2025
  • Licenza media
  • Schede di sicurezza, diluizioni con dosatore, codice colore microfibra
  • Italiano madrelingua, francese A2

💡 Consiglio

Un CV così sta in una pagina e si legge in un colpo d’occhio anche in fotocopia.

Esempio di curriculum per pulizie domestiche e affitti brevi

Il secondo modello ti serve se lavori nelle case private e negli affitti brevi, dove pesano riservatezza, orari e referenze. Qui i numeri riguardano alloggi, biancheria e tempi di riassetto.

Addetta alle pulizie domestiche
Copiato!

Contatti e disponibilità

Nome Cognome

Addetto alle pulizie domestiche e affitti brevi

📍 Napoli | 📧 nome.cognome@email.it | 📞 +39 000 000 0000 | Disponibile dal lunedì al sabato

Presentazione professionale

Addetto alle pulizie con oltre 10 anni di esperienza tra famiglie private e case in affitto breve. Gestisco 3 appartamenti turistici e curo abitazioni fino a 140 m². Punteggio pulizia 4,9 su 5.

Esperienza nelle case e negli alloggi turistici

Addetto alle pulizie per affitti brevi | Agenzia immobiliare, Napoli | 2019 – oggi

  • Riassetto completo di 3 appartamenti tra check-out e check-in, 45 minuti ad alloggio
  • Cambio biancheria e lavaggio di 15 kg a settimana, capi delicati compresi
  • Riassortimento delle scorte su lista condivisa, nessuna mancanza in 2 anni

Addetto alle pulizie domestiche | Famiglie private, Napoli | 2015 – 2019

  • Pulizia settimanale di un appartamento di 140 m² per la stessa famiglia per 4 anni
  • Stiratura di circa 8 kg di capi a settimana, tessuti d’arredo compresi
  • Pulizia a fondo di 2 cucine e 3 bagni a rotazione mensile

Corsi, competenze e referenze

  • Corso di igiene e sanificazione degli ambienti | ente accreditato | 2022
  • Formazione lavoratori D.Lgs. 81/2008 | ente formatore | 2021, aggiornamento 2026
  • Pulizie ordinarie e straordinarie, lavanderia, stiratura e tessuti delicati
  • Italiano madrelingua, inglese A2. Referenze disponibili su richiesta

💡 Consiglio

Chiedi il permesso prima di indicare una referenza e scrivi il ruolo, mai il nome della famiglia. L’ordine delle sezioni non è fisso, e quello che hai di più forte va letto per primo.

Come cambia il curriculum tra pulizie civili e pulizie industriali

Cambia quasi tutto, dagli ambienti ai macchinari fino ai dispositivi di protezione, e due settori vogliono due CV diversi. La domanda tira da entrambe le parti, con il personale addetto alle pulizie stabilmente tra i profili più cercati dalle imprese di servizi. Conviene capire a quale dei due ti candidi prima di scrivere la prima riga.

Pulizie civili

Uffici, scuole, condomini, negozi, studi medici e strutture ricettive. Il ritmo è quotidiano, le superfici sono delicate e spesso lavori con il pubblico. Nel CV di un addetto ai servizi di pulizia in ambito civile metti in alto i metri quadri, le sedi che segui in una giornata e le checklist rispettate a fine turno.

Pulizie industriali

Capannoni, reparti produttivi, magazzini, piazzali e cantieri appena chiusi. Le superfici sono estese, i residui oleosi o polverosi, le macchine più grandi e i turni spesso notturni.

Qui conta la macchina che conduci, quindi scrivi quale lavasciuga hai guidato, quanti metri quadri copri a turno e quali abilitazioni hai valide. Se arrivi da un ruolo in reparti produttivi e magazzini parti con un vantaggio. Conosci già protezioni e ritmi di produzione.

C’è poi un terzo ambito, le pulizie domestiche e la sanificazione in ambito sanitario, dove riservatezza e protocolli di disinfezione pesano più di tutto il resto.

Come scrivere ogni sezione del curriculum da addetto alle pulizie

Cinque sezioni fanno il lavoro, contatti, profilo, esperienza, competenze e formazione, e ognuna ha una regola sua. Se parti senza esperienza, il tuo caso lo trovi più avanti.

Che cosa mettere nei dati di contatto

Nome, telefono, email professionale e città. Indirizzo di casa e stato civile puoi lasciarli fuori. Aggiungi disponibilità a turni e nei weekend, spostamenti tra più sedi, patente B e auto propria. Sono quattro righe corte che in molti annunci compaiono tra i requisiti d’ingresso.

Come scrivere il profilo in poche righe

3 o 4 righe con ruolo, anni di esperienza, ambienti in cui hai lavorato e 1 o 2 risultati numerici. Il profilo racconta quello che sai consegnare.

Un esempio da adattare. «Professionista delle pulizie con 5 anni di esperienza tra uffici, strutture ricettive e case private. Seguo 4 sedi nello stesso turno e chiudo ogni intervento con la checklist firmata».

Come descrivere l’esperienza lavorativa

Per ogni ruolo servono mansione, azienda o tipo di cliente, periodo e 3-5 punti con un numero dentro. Sui clienti privati basta il tipo, per esempio famiglie private o agenzia immobiliare. «Pulizia degli ambienti» non dice niente. Riscritta diventa «Sanificazione giornaliera di 1.900 m² di uffici su 2 piani, con lavasciuga uomo a terra», stessa attività e credibilità tutta diversa.

Anche un operatore delle pulizie in cooperativa parte dalle stesse quattro voci. Il metodo per trasformare le mansioni in risultati misurabili non cambia da un settore all’altro.

Come impostare la sezione competenze

Due blocchi separati, tecniche e trasversali, con un ambiente o una macchina accanto a ogni voce. Nel dubbio su dove finisce una voce, controlla la differenza tra competenze tecniche e trasversali.

Scrivi ogni voce con la barra verticale, per esempio «Monospazzola | deceratura e ceratura di 900 m² di linoleum». L’elenco completo delle macchine arriva più avanti.

Istruzione, corsi e attestati

Non serve un titolo di studio specifico, quindi sono gli attestati a fare la sezione. Sicurezza sul lavoro, uso delle attrezzature, igiene e sanificazione, HACCP.

Usa un formato fisso con titolo, ente e anno separati da barre, per esempio «Abilitazione piattaforme di lavoro elevabili | ente formatore | 2025». Metti in evidenza l’aggiornamento più recente. È la prima cosa che il committente controlla.

Se hai poca o nessuna esperienza

Parti da quello che hai già. Attestati appena conseguiti, pulizie svolte dentro altri ruoli come sala, magazzino o assistenza familiare, e il volontariato, che conta come esperienza vera.

Quattro punti concreti che puoi scrivere già oggi.

  1. Formazione lavoratori D.Lgs. 81/2008, generale e specifica, conseguita nel 2026
  2. Pulizia e riassetto di una sala da 60 coperti a fine servizio, 6 sere a settimana
  3. Sanificazione di spogliatoi e bagni in un magazzino da 900 m², turno serale
  4. Volontariato in parrocchia, pulizia settimanale di 3 aule e di una cucina comune

I periodi senza lavoro si spiegano in una riga e senza giri di parole. Indica gli ambienti che conosci anche se sulla carta il tuo ruolo era un altro.

Competenze e parole chiave per il curriculum di addetto alle pulizie

Contano le competenze che sai dimostrare con un ambiente, una macchina o un prodotto accanto. Un aggettivo da solo non regge la lettura.

Competenze tecniche

Sono le voci che l’annuncio elenca parola per parola.

  • Pulizie ordinarie e straordinarie, sanificazione delle superfici ad alto contatto
  • Trattamento pavimenti con deceratura, ceratura e cristallizzazione del marmo
  • Lavaggio meccanizzato, moppatura e deragnatura
  • Gestione dei rifiuti, raccolta differenziata e reintegro del materiale igienico
  • Lettura di schede tecniche e di sicurezza, diluizioni con dosatore
  • Codice colore dei panni in microfibra e checklist di intervento

Scrivi solo le voci che reggerebbero una prova pratica, perché ogni riga diventa una domanda al colloquio.

Soft skill che i selezionatori controllano davvero

Puntualità, autonomia, riservatezza, attenzione al dettaglio, resistenza fisica e gestione del tempo su più sedi. Aggancia ogni qualità a un fatto.

Al posto di «persona precisa e affidabile» scrivi «Gestione autonoma di 4 cantieri, con checklist firmata». Il fatto dimostra la qualità meglio dell’aggettivo.

Parole chiave e verbi d’azione da usare

Gli annunci ripetono sempre le stesse parole, e nelle imprese più grandi la prima scrematura è automatica. La fa un ATS, l’applicant tracking system che smista le candidature prima che le legga una persona.

Tornano quasi ovunque gli stessi termini di settore, come pulizie civili e industriali, sanificazione ambienti, trattamento pavimenti, pulizie post cantiere, gestione rifiuti, norme igienico-sanitarie, turni e reperibilità.

Sui verbi bastano voci brevi come sanificare, disinfettare, lavare, spolverare, decerare, aspirare, smaltire e segnalare. Riprendi le parole esatte dell’annuncio quando descrivi le stesse attività.

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Le attrezzature professionali da indicare nel curriculum

Scrivi il nome del macchinario che sai condurre, per esempio lavasciuga uomo a terra o monospazzola. Il selezionatore capisce subito su quale cantiere può mandarti.

La monospazzola lavora con un disco rotante e cambia mestiere con la velocità. A bassa velocità serve per lavaggio a fondo, deceratura e cristallizzazione del marmo, perché il disco in lana d’acciaio ha bisogno di pressione e attrito per chiudere la superficie. Ad alta velocità si passa alla lucidatura dei pavimenti trattati a cera.

La lavasciuga lava e asciuga in un passaggio, così il pavimento torna calpestabile subito. Scrivi se conduci il modello uomo a terra o quello uomo a bordo. L’annuncio quasi sempre lo specifica. Sul modello uomo a terra un turno realistico sta intorno ai 1.500 m², mentre l’uomo a bordo copre i reparti da diverse migliaia di metri quadri.

Negli annunci compaiono spesso anche queste macchine.

  • Aspiratore industriale e aspiraliquidi, per polveri fini e residui nel post cantiere
  • Idropulitrice e generatore di vapore, per esterni, cortili e cucine con pochi prodotti chimici
  • Spazzatrice, per piazzali e magazzini di grandi dimensioni
  • Carrello multiuso a doppio secchio, con sistema mop, sacco rifiuti e scomparto prodotti
  • Piattaforma di lavoro elevabile per vetrate e facciate, che richiede un’abilitazione

Il doppio secchio con acqua pulita e sporca, unito al codice colore dei panni, è un segnale professionale che si nota. Nel CV la riga si scrive così, «Spazzatrice uomo a bordo | 6.000 m² di piazzale a turno».

Prodotti, diluizioni e schede di sicurezza

Conoscere i prodotti è la prova che non rovinerai una superficie e non ti farai male. Tre parole vanno usate con precisione, detergente, disinfettante e sanificazione.

Il detergente scioglie e rimuove lo sporco e il disinfettante abbatte la carica microbica su una superficie già pulita. La sanificazione, nella definizione del DM 274/1997, è l’insieme delle operazioni che rendono sano un ambiente, di norma pulizia più disinfezione.

In Italia un disinfettante deve essere autorizzato come biocida ai sensi del Regolamento UE 528/2012 oppure, nel regime nazionale ancora in vigore, come presidio medico chirurgico, il PMC, ai sensi del DPR 392/1998.

L’etichetta ti dice quale dei due hai in mano. Sul PMC porta il numero di registrazione del Ministero della Salute1, sul biocida un numero di autorizzazione. Controlla quel numero prima di chiamare disinfettante un prodotto.

Il pH dice la destinazione d’uso. Acidi per calcare e sanitari, alcalini per grassi e residui organici, neutri per la manutenzione quotidiana. Il prodotto sbagliato rovina marmo, alluminio o legno in un passaggio solo. Rispetta le dosi in etichetta e usa un dosatore, perché il prodotto in eccesso lascia aloni e alza il costo del cantiere.

Candeggina e prodotti acidi o ammoniacali non vanno mai miscelati, perché la reazione sviluppa gas tossici, cloro con gli acidi e cloramine con gli ammoniacali, soprattutto in ambienti piccoli e poco areati.

Se senti odore pungente, bruciore agli occhi o tosse, esci subito e arieggia, poi chiama il 112 o un centro antiveleni. L’agenzia europea per la sicurezza sul lavoro raccoglie le indicazioni sull’esposizione e la manipolazione delle sostanze pericolose2.

Saper leggere una scheda di sicurezza è una competenza da scrivere nel CV. Le schede hanno 16 sezioni fissate dal REACH, il regolamento europeo sulle sostanze chimiche.

La sicurezza sul lavoro in un’impresa di pulizie

Un’impresa di pulizie verifica la formazione sulla sicurezza prima di assegnarti un cantiere, e un attestato scaduto ferma la pratica.

La formazione obbligatoria

Il D.Lgs. 81/2008, il testo unico sulla sicurezza sul lavoro3, obbliga il datore di lavoro a informare e formare ogni lavoratore, articoli 36 e 37. La formazione unisce una parte generale e una specifica legata al rischio della mansione, con aggiornamento periodico.

L’Accordo Stato-Regioni del 20254 ha riunito gli accordi precedenti e fissato durate e contenuti minimi. Le ore dipendono dalla classe di rischio dell’azienda, quindi chiedi quale corso ti spetta.

Pesano anche due abilitazioni. Le piattaforme di lavoro elevabili, articolo 73 comma 5, e il carrello elevatore per il magazzino, che vanno tenute in corso di validità.

Sapere dove indicare corsi e attestati nel curriculum evita l’errore più comune, seppellirli in fondo alla pagina.

DPI e rischio chimico

I DPI, i dispositivi di protezione individuale, sono guanti resistenti agli agenti chimici, calzature antiscivolo, occhiali, facciale filtrante e grembiule impermeabile per il contatto con i prodotti. Il datore di lavoro li fornisce, tu li indossi e segnali i difetti, articoli dal 74 al 79.

Sul rischio chimico il Titolo IX obbliga il datore di lavoro a valutare il rischio e ad adottare le misure di prevenzione. Nel lavoro di ogni giorno contano tre regole. Leggere i pittogrammi CLP in etichetta, arieggiare gli ambienti chiusi e non travasare mai un prodotto in una bottiglia da bevanda.

I pittogrammi CLP sono i simboli che classificano il pericolo. Il contenitore deve sempre dire che cosa contiene e quali rischi porta, articolo 227 del D.Lgs. 81/2008.

Nel CV un punto di esperienza sulla pratica chiude il discorso, per esempio «Gestione del rischio chimico su 4 cantieri, con diluizioni a dosatore e DPI controllati a ogni consegna».

Quando serve la certificazione HACCP e come indicarla nel CV

L’attestato HACCP te lo chiedono molti committenti quando lavori dove si conservano, si preparano o si somministrano alimenti, anche se pulisci soltanto. Mense scolastiche e aziendali, cucine di ristoranti e hotel, bar, supermercati, cucine di ospedali e RSA, le residenze sanitarie assistenziali.

L’HACCP, l’analisi dei pericoli e punti critici di controllo, riguarda anche chi pulisce. Il Regolamento CE 852/20045 chiede all’operatore del settore alimentare di garantire che gli addetti alla manipolazione degli alimenti siano controllati oppure addestrati o formati in materia di igiene alimentare, in relazione al tipo di attività.

Il testo parla di manipolazione, e nella pratica molti committenti estendono la formazione a chi pulisce quelle aree.

L’attuazione italiana è regionale, quindi controlla le regole della regione dove si trova il cantiere. In alcune serve un attestato per alimentaristi, in altre la responsabilità è passata all’operatore del settore alimentare, come in Emilia-Romagna dopo l’abrogazione della legge regionale6 nel 2025.

La voce si scrive come le altre, «Attestato HACCP | ente di formazione | anno». Aggiungi un punto di esperienza sulla sanificazione delle superfici a contatto con gli alimenti.

Formato, design e lunghezza del curriculum

Il formato del curriculum da addetto alle pulizie dice già qualcosa sul modo in cui lavori. Tienilo lineare e leggibile, senza grafica pesante.

Formato e ordine delle sezioni

Ordine cronologico inverso, dal lavoro più recente. Le sezioni che non possono mancare mai sono contatti, profilo, esperienza, competenze e formazione. Referenze, lingue e volontariato sono facoltative. Con molti attestati e pochi anni sposta competenze e formazione sopra l’esperienza, e lo stesso vale per i profili tecnici che hanno imparato le macchine sul campo.

Design e foto

Layout a colonna singola, colori sobri, un solo font e nessuna icona. Il CV si legge anche stampato, spesso in bianco e nero.

La foto non è obbligatoria e in appalto conta poco. Se lavori in proprio con clienti privati aiuta a ispirare fiducia, quindi sceglila professionale e recente.

Lunghezza, file e modelli OnlineCV

Una pagina A4, due solo oltre i 10 anni di esperienza. Salva in PDF, così l’impaginazione non si sposta, e nomina il file con nome e cognome.

Se non vuoi impostare tutto da zero, il nostro CV Builder parte da modelli già impaginati e personalizzabili, e per la lettera trovi come si imposta una lettera di presentazione.

Errori da evitare nel CV per le imprese di pulizia

Gli errori che costano il colloquio sono quasi sempre gli stessi, e si vedono già dalla prima pagina.

  • Mansioni elencate senza un numero. Aggiungi metri quadri, sedi o tempi di intervento.
  • Nessun macchinario nominato. Scrivi lavasciuga, monospazzola e aspiratore per nome.
  • Attestati senza anno. La data dice se sei in regola adesso.
  • Lo stesso file per pulizie civili, industriali e domestiche. Cambia profilo e prime voci.
  • Nomi di clienti privati nel CV. Indica soltanto il tipo di cliente.
  • Email poco professionale o telefono mancante. Basta una casella con nome e cognome.
  • Disponibilità a turni e patente B assenti. Mettile nei contatti, in alto.
  • Refusi e sviste. In un mestiere di attenzione al dettaglio, un CV riletto male parla da solo.

Rileggi il documento ad alta voce prima di inviarlo, perché gli errori si sentono prima di vedersi.

Domande frequenti sulla candidatura nei servizi di pulizia

Le domande che tornano più spesso, con la risposta in tre righe.

Le tecniche per tipo di superficie, i macchinari che sai condurre, i prodotti e le diluizioni, la formazione sulla sicurezza. Aggancia ogni qualità personale a un fatto e riprendi il linguaggio dell’annuncio.

Nessuna norma la impone, però molti appalti coprono più sedi nello stesso turno e l’annuncio chiede patente B e auto propria. Scrivile nei contatti e, se ti muovi con i mezzi pubblici, indica la zona che riesci a coprire.

La formazione lavoratori prevista dal D.Lgs. 81/2008 è a carico del datore di lavoro. A seconda del cantiere ti chiedono l’HACCP, e per certe attrezzature servono le abilitazioni per piattaforme elevabili o carrello elevatore, con l’anno di aggiornamento sempre indicato.

Quali macchine hai condotto, come dosi i prodotti, se copri turni serali o notturni e se gli attestati sono in corso di validità. Prepara un esempio concreto per ogni risposta e porta con te le copie degli attestati.

Il PDF tiene l’impaginazione ferma su qualsiasi computer ed è la scelta giusta quasi sempre. Manda il Word solo se l’annuncio o il portale dell’azienda lo chiedono, e in quel caso ricontrolla che le righe non si spostino.

Nell’oggetto metti il ruolo e la zona, per esempio «Candidatura addetto alle pulizie, zona Bologna nord». Nel corpo bastano tre righe con disponibilità, mezzi e attestati, più il CV in allegato in formato PDF.

Aiuta parecchio, soprattutto quando l’annuncio la chiede o quando cambi tipo di ambiente. In poche righe dichiari zona, turni coperti e mezzo proprio, e 15 righe sono un tetto ragionevole.

Riprendi il documento dall’alto. Ogni voce di esperienza deve portare un numero, un macchinario o un ambiente. Se una riga non ha nessuno dei tre, riscrivila oppure toglila.

Poi passa agli attestati, che vogliono l’anno accanto e l’aggiornamento più recente in evidenza. Se parti da zero, il nostro editor di CV ti fa montare le esperienze su una struttura già ordinata, con modelli pensati anche per il curriculum da addetto alle pulizie.

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  1. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/biocidi-e-presidi-medico-chirurgici/ ↩︎
  2. https://osha.europa.eu/it/themes/dangerous-substances ↩︎
  3. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81 ↩︎
  4. https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/salute-e-sicurezza/focus/pagine/accordo-stato-regioni-del-17042025-materia-di-formazione ↩︎
  5. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2004/852/oj
    ↩︎
  6. https://alimentiesalute.emilia-romagna.it/alimenti/corsi-di-formazione-per-alimentaristi/ ↩︎