Curriculum vitae da addetto alle pulizie: esempi e competenze
Come scrivere un CV da addetto alle pulizie

- Esempio di curriculum per pulizie civili e industriali
- Esempio di curriculum per pulizie domestiche e affitti brevi
- Come cambia il curriculum tra pulizie civili e pulizie industriali
- Come scrivere ogni sezione del curriculum da addetto alle pulizie
- Competenze e parole chiave per il curriculum di addetto alle pulizie
- Le attrezzature professionali da indicare nel curriculum
- Prodotti, diluizioni e schede di sicurezza
- La sicurezza sul lavoro in un’impresa di pulizie
- Quando serve la certificazione HACCP e come indicarla nel CV
- Formato, design e lunghezza del curriculum
- Errori da evitare nel CV per le imprese di pulizia
- Domande frequenti sulla candidatura nei servizi di pulizia
- Altri esempi di CV
Un buon curriculum per addetto alle pulizie deve far capire subito in quali ambienti hai lavorato, quali attività sai svolgere e quali macchinari o prodotti sei in grado di utilizzare.
Quando possibile, puoi rendere le esperienze più concrete indicando il numero di strutture gestite, le dimensioni degli ambienti o la frequenza degli interventi, senza però inserire dati forzati o poco significativi.
Nel curriculum è importante indicare gli ambienti in cui hai lavorato, i macchinari che sai utilizzare, i prodotti che conosci e gli eventuali attestati in materia di igiene e sicurezza. Informazioni concrete aiutano il selezionatore a valutare rapidamente la tua esperienza e rendono il profilo più credibile rispetto a un elenco di mansioni generiche.
Le competenze richieste possono cambiare in base al contesto, ma le imprese di pulizie valutano con particolare attenzione la disponibilità a lavorare su turni, la conoscenza delle norme di sicurezza e l’esperienza maturata nei diversi ambienti. Come mostrano gli altri esempi di curriculum suddivisi per professione, ogni CV deve mettere in evidenza gli aspetti più rilevanti per il ruolo e per l’offerta di lavoro.
Esempio di curriculum per pulizie civili e industriali
Questo esempio si riferisce a un’addetta con sette anni di esperienza nelle pulizie di uffici e siti produttivi. Osserva come le attività svolte vengono descritte attraverso informazioni concrete, come il tipo di ambiente, i macchinari utilizzati e, quando significativi, alcuni dati quantitativi.
Contatti e disponibilità
Nome Cognome
Addetta alle pulizie civili e industriali
🏠 Bologna | 📧 nome.cognome@email.it | 📞 +39 000 000 0000 | Patente B | Disponibile su turni
Profilo professionale
Addetta alle pulizie con 7 anni di esperienza tra uffici e reparti produttivi. Esperta nell’utilizzo di lavasciuga e monospazzola e nella compilazione delle checklist previste al termine degli interventi. Conoscenza delle procedure di sicurezza, delle corrette diluizioni dei prodotti e delle modalità di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Esperienza lavorativa
Addetta alle pulizie | Impresa multiservizi, uffici e siti produttivi, Bologna | 2023 – oggi
- Sanificazione giornaliera di 2.800 m² di uffici su 3 piani, con checklist firmata
- Lavaggio di 4.000 m² di reparto produttivo con lavasciuga uomo a bordo, turno notturno
- Lavasciuga uomo a terra su 1.500 m² tra corridoi e atri, un passaggio per turno
- Deceratura e ceratura di 600 m² di linoleum, 2 cicli l’anno
Operatrice delle pulizie | Cooperativa di servizi, Imola | 2019 – 2023
- Scale condominiali, aree comuni e garage in 9 stabili, 2 passaggi a settimana
- Post cantiere su 5 ristrutturazioni, polveri rimosse con aspiratore industriale
- Affiancamento di 3 nuove colleghe su monospazzola e diluizioni
Attestati, competenze e lingue
- Formazione lavoratori D.Lgs. 81/2008 | ente formatore | aggiornamento 2025
- Abilitazione all’uso di piattaforme di lavoro elevabili | 2024
- Attestato HACCP per personale non manipolatore | 2025
- Licenza media
- Schede di sicurezza, diluizioni con dosatore, codice colore microfibra
- Italiano madrelingua, francese A2
💡 Consiglio
Organizza le informazioni in sezioni ben riconoscibili e usa elenchi brevi. Il selezionatore deve poter individuare rapidamente le esperienze, i macchinari utilizzati, gli attestati posseduti e la disponibilità a lavorare su turni.
Esempio di curriculum per pulizie domestiche e affitti brevi
Il secondo modello ti serve se lavori nelle case private e nel settore degli affitti brevi, dove riservatezza, orari e referenze risultano fondamentali. Per descrivere l’esperienza in modo concreto, puoi indicare il numero e la tipologia degli alloggi gestiti, la quantità di biancheria trattata e i tempi medi necessari per il riassetto.
Contatti e disponibilità
Nome Cognome
Addetto alle pulizie domestiche e affitti brevi
📍 Napoli | 📧 nome.cognome@email.it | 📞 +39 000 000 0000 | Disponibile dal lunedì al sabato
Presentazione professionale
Addetto alle pulizie con oltre 10 anni di esperienza tra famiglie private e case in affitto breve. Gestisco 3 appartamenti turistici e curo abitazioni fino a 140 m². Punteggio pulizia 4,9 su 5.
Esperienza nelle case e negli alloggi turistici
Addetto alle pulizie per affitti brevi | Agenzia immobiliare, Napoli | 2019 – oggi
- Riassetto completo di 3 appartamenti tra check-out e check-in, 45 minuti ad alloggio
- Cambio biancheria e lavaggio di 15 kg a settimana, capi delicati compresi
- Riassortimento delle scorte su lista condivisa, nessuna mancanza in 2 anni
Addetto alle pulizie domestiche | Famiglie private, Napoli | 2015 – 2019
- Pulizia settimanale di un appartamento di 140 m² per la stessa famiglia per 4 anni
- Stiratura di circa 8 kg di capi a settimana, tessuti d’arredo compresi
- Pulizia a fondo di 2 cucine e 3 bagni a rotazione mensile
Corsi, competenze e referenze
- Corso di igiene e sanificazione degli ambienti | ente accreditato | 2022
- Formazione lavoratori D.Lgs. 81/2008 | ente formatore | 2021, aggiornamento 2026
- Pulizie ordinarie e straordinarie, lavanderia, stiratura e tessuti delicati
- Italiano madrelingua, inglese A2. Referenze disponibili su richiesta
💡 Consiglio
Chiedi il permesso prima di indicare una referenza e scrivi il ruolo, mai il nome della famiglia. L’ordine delle sezioni non è fisso, e quello che hai di più forte va letto per primo.
Come cambia il curriculum tra pulizie civili e pulizie industriali
Cambia quasi tutto, dagli ambienti ai macchinari fino ai dispositivi di protezione, e due settori vogliono due CV diversi. La domanda è presente in entrambi i settori, con il personale addetto alle pulizie stabilmente tra i profili più cercati dalle imprese di servizi. Prima di scrivere il curriculum, individua quindi l’ambito di tuo interesse e adatta i contenuti alla posizione per cui vuoi candidarti.
Pulizie civili
Uffici, scuole, condomini, negozi, studi medici e strutture ricettive. Il ritmo è quotidiano, le superfici sono delicate e spesso lavori con il pubblico. Nel CV di un addetto ai servizi di pulizia in ambito civile metti in evidenza i metri quadri che tratti, le sedi che segui in una giornata e le checklist rispettate a fine turno.
Pulizie industriali
Capannoni, reparti produttivi, magazzini, piazzali e cantieri appena chiusi. Le superfici sono estese, i residui oleosi o polverosi, le macchine più grandi e i turni spesso notturni.
Qui conta la macchina che conduci, quindi scrivi quale lavasciuga hai guidato, quanti metri quadri copri a turno e quali abilitazioni hai valide. Se arrivi da un ruolo in reparti produttivi e magazzini parti con un vantaggio. Conosci già protezioni e ritmi di produzione.
C’è poi un terzo ambito, le pulizie domestiche e la sanificazione in ambito sanitario, dove riservatezza e protocolli di disinfezione pesano più di tutto il resto.
Come scrivere ogni sezione del curriculum da addetto alle pulizie
Il curriculum di un addetto alle pulizie si articola generalmente in cinque sezioni principali: dati di contatto, profilo professionale, esperienza lavorativa, competenze e formazione. Ognuna richiede informazioni specifiche e deve essere adattata alla posizione. Più avanti vedremo anche come impostare il CV se non hai ancora maturato esperienza nel settore.
Che cosa mettere nei dati di contatto
Nome, telefono, email professionale e città. Indirizzo di casa e stato civile puoi ometterli . Aggiungi disponibilità a turni e nei weekend, spostamenti tra più sedi, patente B e auto propria. Sono quattro righe corte che in molti annunci compaiono tra i requisiti d’ingresso.
Come scrivere il profilo in poche righe
3 o 4 righe con ruolo, anni di esperienza, ambienti in cui hai lavorato e 1 o 2 risultati numerici. Il profilo racconta ciò che sai consegnare.
Un esempio da adattare. «Professionista delle pulizie con 5 anni di esperienza tra uffici, strutture ricettive e case private. Seguo 4 sedi nello stesso turno e chiudo ogni intervento con la checklist firmata».
Come descrivere l’esperienza lavorativa
Per ogni ruolo servono mansione, azienda o tipo di cliente, periodo . Sui clienti privati basta il tipo, per esempio famiglie private o agenzia immobiliare. «Pulizia degli ambienti» non dice niente. Riscritta diventa «Sanificazione giornaliera di 1.900 m² di uffici su 2 piani, con lavasciuga uomo a terra», stessa attività e credibilità tutta diversa.
Anche un operatore delle pulizie in cooperativa parte dalle stesse quattro voci. Il metodo per trasformare le mansioni in risultati misurabili non cambia da un settore all’altro.
Come impostare la sezione competenze
Due blocchi separati, tecniche e trasversali, con un ambiente o una macchina accanto a ogni voce. Nel dubbio su dove inserire una voce, controlla la differenza tra competenze tecniche e trasversali.
Scrivi ogni voce con la barra verticale, per esempio «Monospazzola | deceratura e ceratura di 900 m² di linoleum». L’elenco completo delle macchine arriva più avanti.
Istruzione, corsi e attestati
Non serve un titolo di studio specifico, quindi sono gli attestati a fare la sezione. Sicurezza sul lavoro, uso delle attrezzature, igiene e sanificazione, HACCP.
Usa un formato fisso con titolo, ente e anno separati da barre, per esempio «Abilitazione piattaforme di lavoro elevabili | ente formatore | 2025». Metti in evidenza l’aggiornamento più recente. È la prima cosa che il committente controlla.
Se hai poca o nessuna esperienza
Parti da quello che hai già. Attestati appena conseguiti, pulizie svolte nell’ambito di altri ruoli come sala, magazzino o assistenza familiare, e il volontariato, che conta come esperienza vera.
Quattro punti concreti che puoi scrivere già oggi.
- Formazione lavoratori D.Lgs. 81/2008, generale e specifica, conseguita nel 2026
- Pulizia e riassetto di una sala da 60 coperti a fine servizio, 6 sere a settimana
- Sanificazione di spogliatoi e bagni in un magazzino da 900 m², turno serale
- Volontariato in parrocchia, pulizia settimanale di 3 aule e di una cucina comune
I periodi senza lavoro si spiegano in una riga e senza giri di parole. Indica gli ambienti che conosci anche se sulla carta il tuo ruolo era un altro.
Competenze e parole chiave per il curriculum di addetto alle pulizie
Contano le competenze concrete, che puoi collegare a un ambiente, a un macchinario o a un prodotto specifico. Un aggettivo, da solo, non basta a dimostrarle.
Competenze tecniche
Sono le voci che l’annuncio elenca parola per parola.
- Pulizie ordinarie e straordinarie, sanificazione delle superfici ad alto contatto
- Trattamento pavimenti con deceratura, ceratura e cristallizzazione del marmo
- Lavaggio meccanizzato, moppatura e deragnatura
- Gestione dei rifiuti, raccolta differenziata e reintegro del materiale igienico
- Lettura di schede tecniche e di sicurezza, diluizioni con dosatore
- Codice colore dei panni in microfibra e checklist di intervento
Inserisci solo le competenze che sapresti dimostrare in una prova pratica, perché ogni riga diventa una domanda al colloquio.
Soft skill che i selezionatori controllano davvero
Puntualità, autonomia, riservatezza, attenzione al dettaglio, resistenza fisica e gestione del tempo su più sedi. Aggancia ogni qualità a un fatto.
Al posto di «persona precisa e affidabile» scrivi «Gestione autonoma di 4 cantieri, con checklist firmata». Il fatto dimostra la qualità meglio dell’aggettivo.
Parole chiave e verbi d’azione da usare
Gli annunci ripetono sempre le stesse parole, e nelle imprese più grandi la prima scrematura è automatica. La fa un ATS, l’applicant tracking system che smista le candidature prima che le legga una persona.
Tornano quasi ovunque gli stessi termini di settore, come pulizie civili e industriali, sanificazione ambienti, trattamento pavimenti, pulizie post cantiere, gestione rifiuti, norme igienico-sanitarie, turni e reperibilità.
Sui verbi bastano voci brevi come sanificare, disinfettare, lavare, spolverare, decerare, aspirare, smaltire e segnalare. Riprendi le parole esatte dell’annuncio quando descrivi le stesse attività.
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Le attrezzature professionali da indicare nel curriculum
Scrivi il nome del macchinario che sai condurre, per esempio lavasciuga uomo a terra o monospazzola. Il selezionatore capisce subito quale cantiere si adatta meglio alle tue competenze.
La monospazzola lavora con un disco rotante e cambia mestiere con la velocità. A bassa velocità serve per lavaggio a fondo, deceratura e cristallizzazione del marmo, perché il disco in lana d’acciaio ha bisogno di pressione e attrito per chiudere la superficie. Ad alta velocità si passa alla lucidatura dei pavimenti trattati a cera.
La lavasciuga lava e asciuga in un passaggio, così il pavimento torna calpestabile subito. Scrivi se conduci il modello uomo a terra o quello uomo a bordo. L’annuncio quasi sempre lo specifica. Sul modello uomo a terra un turno realistico si attesta intorno ai 1.500 m², mentre l’uomo a bordo copre i reparti da diverse migliaia di metri quadri.
Negli annunci compaiono spesso anche queste macchine.
- Aspiratore industriale e aspiraliquidi, per polveri fini e residui nel post cantiere
- Idropulitrice e generatore di vapore, per esterni, cortili e cucine con pochi prodotti chimici
- Spazzatrice, per piazzali e magazzini di grandi dimensioni
- Carrello multiuso a doppio secchio, con sistema mop, sacco rifiuti e scomparto prodotti
- Piattaforma di lavoro elevabile per vetrate e facciate, che richiede un’abilitazione
Il doppio secchio con acqua pulita e sporca, unito al codice colore dei panni, è un segnale professionale che si nota. Nel CV la riga si scrive così, «Spazzatrice uomo a bordo | 6.000 m² di piazzale a turno».
Prodotti, diluizioni e schede di sicurezza
Conoscere i prodotti è la prova che non rovinerai una superficie e non ti farai male. Tre parole vanno usate con precisione, detergente, disinfettante e sanificazione.
Il detergente scioglie e rimuove lo sporco e il disinfettante abbatte la carica microbica su una superficie già pulita. La sanificazione, nella definizione del DM 274/1997, è l’insieme delle operazioni che rendono sano un ambiente, di norma pulizia più disinfezione.
In Italia un disinfettante deve essere autorizzato come biocida ai sensi del Regolamento UE 528/2012 oppure, nel regime nazionale ancora in vigore, come presidio medico chirurgico, il PMC, ai sensi del DPR 392/1998.
L’etichetta ti dice quale dei due hai in mano. Sul PMC porta il numero di registrazione del Ministero della Salute1, sul biocida un numero di autorizzazione. Controlla quel numero prima di chiamare disinfettante un prodotto.
Il pH indica la destinazione d’uso. Acidi per calcare e sanitari, alcalini per grassi e residui organici, neutri per la manutenzione quotidiana. Il prodotto sbagliato rovina marmo, alluminio o legno in un passaggio solo. Rispetta le dosi in etichetta e usa un dosatore, perché il prodotto in eccesso lascia aloni e aumenta il costo del cantiere.
Candeggina e prodotti acidi o ammoniacali non vanno mai miscelati, perché la reazione sviluppa gas tossici, cloro con gli acidi e cloramine con gli ammoniacali, soprattutto in ambienti piccoli e poco areati.
Se senti odore pungente, bruciore agli occhi o tosse, esci subito e arieggia, poi chiama il 112 o un centro antiveleni. L’agenzia europea per la sicurezza sul lavoro raccoglie le indicazioni sull’esposizione e la manipolazione delle sostanze pericolose2.
Saper leggere una scheda di sicurezza è una competenza da scrivere nel CV. Le schede hanno 16 sezioni fissate dal REACH, il regolamento europeo sulle sostanze chimiche.
La sicurezza sul lavoro in un’impresa di pulizie
Un’impresa di pulizie verifica la formazione sulla sicurezza prima di assegnarti un cantiere, e un attestato scaduto può seriamente compromettere la tua candidatura.
La formazione obbligatoria
Il D.Lgs. 81/2008, il testo unico sulla sicurezza sul lavoro3, obbliga il datore di lavoro a informare e formare ogni lavoratore, articoli 36 e 37. La formazione unisce una parte generale e una specifica legata al rischio della mansione, con aggiornamento periodico.
L’Accordo Stato-Regioni del 20254 ha riunito gli accordi precedenti e fissato durate e contenuti minimi. Le ore dipendono dalla classe di rischio dell’azienda, quindi chiedi quale corso ti spetta.
Pesano anche due abilitazioni. Le piattaforme di lavoro elevabili, articolo 73 comma 5, e il carrello elevatore per il magazzino, che vanno tenute in corso di validità.
Sapere dove indicare corsi e attestati nel curriculum evita l’errore più comune, seppellirli in fondo alla pagina.
DPI e rischio chimico
I DPI, i dispositivi di protezione individuale, sono guanti resistenti agli agenti chimici, calzature antiscivolo, occhiali, facciale filtrante e grembiule impermeabile per il contatto con i prodotti. Il datore di lavoro li fornisce, tu li indossi e segnali i difetti, articoli dal 74 al 79.
Sul rischio chimico il Titolo IX obbliga il datore di lavoro a valutare il rischio e ad adottare le misure di prevenzione. Nel lavoro di ogni giorno contano tre regole. Leggere i pittogrammi CLP in etichetta, arieggiare gli ambienti chiusi e non travasare mai un prodotto in una bottiglia da bevanda.
I pittogrammi CLP sono i simboli che classificano il pericolo. Il contenitore deve sempre dire che cosa contiene e quali rischi porta, articolo 227 del D.Lgs. 81/2008.
Nel CV un punto di esperienza sulla pratica chiude il discorso, per esempio «Gestione del rischio chimico su 4 cantieri, con diluizioni a dosatore e DPI controllati a ogni consegna».
Quando serve la certificazione HACCP e come indicarla nel CV
L’attestato HACCP è richiesto da molti committenti quando lavori dove si conservano, si preparano o si somministrano alimenti, anche se pulisci soltanto. Mense scolastiche e aziendali, cucine di ristoranti e hotel, bar, supermercati, cucine di ospedali e RSA, le residenze sanitarie assistenziali.
L’HACCP, l’analisi dei pericoli e punti critici di controllo, riguarda anche chi pulisce. Il Regolamento CE 852/20045 chiede all’operatore del settore alimentare di garantire che gli addetti alla manipolazione degli alimenti siano controllati oppure addestrati o formati in materia di igiene alimentare, in relazione al tipo di attività.
Il testo parla di manipolazione, e nella pratica molti committenti estendono la formazione a chi pulisce quelle aree.
La disciplina varia da regione a regione, quindi verifica le regole in vigore nella regione in cui si trova il cantiere.
In alcune serve un attestato per alimentaristi, in altre la responsabilità è passata all’operatore del settore alimentare, come in Emilia-Romagna dopo l’abrogazione della legge regionale6 nel 2025.
La voce si scrive come le altre, «Attestato HACCP | ente di formazione | anno». Aggiungi un punto di esperienza sulla sanificazione delle superfici a contatto con gli alimenti.
Formato, design e lunghezza del curriculum
Il formato del curriculum comunica già il tuo modo di lavorare: scegli una struttura ordinata, essenziale e facile da leggere, evitando grafiche elaborate.
Formato e ordine delle sezioni
Ordine cronologico inverso, dal lavoro più recente. Le sezioni che non possono mancare mai sono contatti, profilo, esperienza, competenze e formazione. Referenze, lingue e volontariato sono facoltative. Con molti attestati e pochi anni di esperienza sposta competenze e formazione sopra l’esperienza, e lo stesso vale per i profili tecnici che hanno imparato a utilizzare le macchine sul campo.
Design e foto
Layout a colonna singola, colori sobri, un solo font e nessuna icona. Il CV si legge anche stampato, spesso in bianco e nero.
La foto non è obbligatoria e in appalto conta poco. Se lavori in proprio con clienti privati aiuta a ispirare fiducia, quindi sceglila professionale e recente.
Lunghezza, file e modelli OnlineCV
Una pagina A4, due solo oltre i 10 anni di esperienza. Salva in PDF, così l’impaginazione non si sposta, e nomina il file con nome e cognome.
Se non vuoi impostare tutto da zero, il nostro CV Builder parte da modelli già impaginati e personalizzabili, e per la lettera trovi come si imposta una lettera di presentazione.
Errori da evitare nel CV per le imprese di pulizia
Gli errori che costano il colloquio sono quasi sempre gli stessi, e si vedono già dalla prima pagina.
- Mansioni elencate senza un numero. Aggiungi metri quadri, sedi o tempi di intervento.
- Nessun macchinario nominato. Scrivi lavasciuga, monospazzola e aspiratore per nome.
- Attestati senza anno. La data dice se sei in regola adesso.
- Lo stesso file per pulizie civili, industriali e domestiche. Cambia profilo e prime voci.
- Nomi di clienti privati nel CV. Indica soltanto il tipo di cliente.
- Email poco professionale o telefono mancante. Basta una casella con nome e cognome.
- Disponibilità a turni e patente B assenti. Mettile nei contatti, in alto.
- Refusi e sviste. In un mestiere di attenzione al dettaglio, un CV riletto male parla da solo.
Rileggi il documento ad alta voce prima di inviarlo, perché gli errori si sentono prima di vedersi.
Domande frequenti sulla candidatura nei servizi di pulizia
Le domande che tornano più spesso, con la risposta in tre righe.
Le tecniche per tipo di superficie, i macchinari che sai condurre, i prodotti e le diluizioni, la formazione sulla sicurezza. Aggancia ogni qualità personale a un fatto e riprendi il linguaggio dell’annuncio.
Nessuna norma la impone, però molti appalti coprono più sedi nello stesso turno e l’annuncio chiede patente B e auto propria. Scrivile nei contatti e, se ti muovi con i mezzi pubblici, indica la zona che riesci a coprire.
La formazione lavoratori prevista dal D.Lgs. 81/2008 è a carico del datore di lavoro. A seconda del cantiere ti chiedono l’HACCP, e per certe attrezzature servono le abilitazioni per piattaforme elevabili o carrello elevatore, con l’anno di aggiornamento sempre indicato.
Quali macchine hai condotto, come dosi i prodotti, se copri turni serali o notturni e se gli attestati sono in corso di validità. Prepara un esempio concreto per ogni risposta e porta con te le copie degli attestati.
Il PDF tiene l’impaginazione ferma su qualsiasi computer ed è la scelta giusta quasi sempre. Manda il Word solo se l’annuncio o il portale dell’azienda lo chiedono, e in quel caso ricontrolla che le righe non si spostino.
Nell’oggetto metti il ruolo e la zona, per esempio «Candidatura addetto alle pulizie, zona Bologna nord». Nel corpo bastano tre righe con disponibilità, mezzi e attestati, più il CV in allegato in formato PDF.
Aiuta parecchio, soprattutto quando l’annuncio la chiede o quando cambi tipo di ambiente. In poche righe dichiari zona, turni coperti e mezzo proprio, e 15 righe sono un tetto ragionevole.
Riprendi il documento dall’alto. Ogni voce di esperienza deve portare un numero, un macchinario o un ambiente. Se una riga non ha nessuno dei tre, riscrivila oppure toglila.
Poi passa agli attestati, che vogliono l’anno accanto e l’aggiornamento più recente in evidenza. Se parti da zero, il nostro editor di CV ti fa montare le esperienze su una struttura già ordinata, con modelli pensati anche per il curriculum da addetto alle pulizie.
Altri esempi di CV
- https://www.salute.gov.it/new/it/tema/biocidi-e-presidi-medico-chirurgici/ ↩︎
- https://osha.europa.eu/it/themes/dangerous-substances ↩︎
- https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81 ↩︎
- https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/salute-e-sicurezza/focus/pagine/accordo-stato-regioni-del-17042025-materia-di-formazione ↩︎
- https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2004/852/oj
↩︎ - https://alimentiesalute.emilia-romagna.it/alimenti/corsi-di-formazione-per-alimentaristi/ ↩︎






















