Lavorare in Inghilterra

Una guida per trasferirsi e cercare lavoro in UK

Jacopo Bagaglio
Revisionato da
Jacopo Bagaglio
Career Coach e Consulente di Carriera
Aggiornato il 17/06/2026
Scritto da
Lorenzo Previato
Copywriter di HR e Recruiting
CV template Toronto

Il Regno Unito è un’ottima destinazione per chi cerca di dare una svolta alla propria carriera. Nonostante la Brexit, l’economia britannica permette ancora di ricevere le giuste ricompense dal proprio lavoro, meritocrazia che spesso manca altrove. Molti professionisti italiani scelgono questa meta per l’ambiente internazionale e le opportunità di crescita rapida.

Attenzione però. Oggi non è più come una volta. Se un tempo bastava fare le valigie e partire, oggi la realtà post-Brexit impone una pianificazione rigorosa. Non si tratta più solo di trovare un impiego, ma di navigare un sistema burocratico complesso fatto di visti, punteggi e requisiti legali stringenti.

Trasferirsi senza una strategia chiara può costare caro in termini di tempo e denaro. Il mercato del lavoro inglese rimane aperto ai talenti internazionali, ma le regole d’ingaggio sono diventate molto più selettive e non ammettono improvvisazione.

In questa guida analizzeremo nel dettaglio cosa serve per lavorare legalmente oltremanica oggi. Scoprirai come ottenere i documenti essenziali, come funziona il sistema a punti per l’immigrazione e quali strategie adottare per trovare un impiego che ti permetta di costruire la tua nuova vita nel Regno Unito.

Requisiti, documenti e visti per lavorare nel Regno Unito

Prima di iniziare a inviare curriculum in inglese devi assicurarti di avere le carte in regola per esistere legalmente agli occhi dello stato britannico. Ci sono due pilastri fondamentali che ogni lavoratore straniero deve sistemare: la previdenza sociale e la gestione bancaria.

Con la Brexit, non c’è più la libera circolazione. Oggi il passaporto italiano non ti garantisce più il diritto automatico di vivere e lavorare in Inghilterra. Se non risiedevi già nel Paese prima del 2021, dovrai seguire le nuove regole sull’immigrazione.

Il governo britannico ha introdotto un sistema di immigrazione a punti (Points-Based Immigration System). Per ottenere un visto lavorativo devi accumulare un punteggio minimo (a fine 2025 di 70 punti) Non è un sistema discrezionale. Se non raggiungi i punti, la domanda viene respinta.

I punti vengono assegnati in base a 3 fattori chiave obbligatori:

Oltre a questi requisiti fissi, ci sono punti “scambiabili” basati sullo stipendio e sulla tipologia di lavoro. Ad esempio, se il tuo salario è inferiore alla soglia generale (solitamente £38.700 l’anno per i nuovi arrivati ma ci sono eccezioni) potresti comunque qualificarti se lavori in un settore carente di personale o se hai un dottorato di ricerca attinente al ruolo.

Per capire esattamente quale percorso fa al caso tuo, è fondamentale consultare la lista aggiornata dei visti lavorativi disponibili.

Cittadini italiani e dell’Unione Europea

Dopo la Brexit, i cittadini dell’UE non possono più trasferirsi liberamente nel Regno Unito per lavorare.

Nella maggior parte dei casi è necessario ottenere un visto di lavoro prima dell’assunzione.

Skilled Worker Visa

È il principale visto per lavorare nel Regno Unito.

Per ottenerlo generalmente servono:

  • Offerta di lavoro da un datore autorizzato.
  • Livello di inglese adeguato.
  • Salario minimo previsto dalla normativa.
  • Sponsorizzazione da parte dell’azienda.

Altri visti disponibili

  • Global Talent Visa.
  • Health and Care Worker Visa.
  • Graduate Visa.
  • Scale-up Visa.

Le condizioni possono variare in base alla professione e alla situazione personale del candidato.

Il trucco? Usa banche digitali come Monzo, Revolut o Wise. Ti permettono di aprire un conto via app in pochi minuti, richiedendo molti meno documenti.

Com’è il mercato del lavoro in Inghilterra?

Il mercato del lavoro britannico è caratterizzato da una forte competitività e da processi di selezione orientati ai risultati.

I recruiter valutano soprattutto:

  • Esperienza professionale rilevante.
  • Risultati misurabili.
  • Competenze tecniche e trasversali.
  • Capacità di comunicazione.
  • Livello di inglese.

A differenza della Germania, il sistema britannico attribuisce meno importanza ai certificati allegati e più ai risultati concreti ottenuti durante la carriera.

Le aziende cercano candidati capaci di dimostrare il proprio impatto professionale attraverso dati e risultati verificabili.

Professioni più richieste nel Regno Unito (2026)

Tecnologia

  • Software Developer
  • Data Scientist
  • Cybersecurity Analyst
  • Cloud Engineer

Sanità

  • Infermieri
  • Medici
  • Care Assistant
  • Radiologi

Finanza

  • Investment Associate
  • Financial Analyst
  • Accountant
  • Risk Manager

Ingegneria

  • Civil Engineer
  • Mechanical Engineer
  • Electrical Engineer

Costruzione

  • Elettricisti
  • Idraulici
  • Project Manager

Stipendi medi in Inghilterra

ProfessioneStipendio annuo lordo
Software Engineer£40.000 – £75.000
Infermiere£30.000 – £45.000
Data Analyst£35.000 – £60.000
Financial Analyst£40.000 – £70.000
Project Manager£45.000 – £75.000
Medico Specialista£70.000 – £120.000+

Gli stipendi a Londra tendono a essere più elevati rispetto alla media nazionale, ma anche il costo della vita è significativamente superiore.

💡Consiglio

Per avere un quadro realistico di quanto ti rimarrà in tasca a fine mese, utilizza strumenti come Numbeo. Questo ti permette di confrontare il costo della vita tra la tua città attuale e la tua destinazione nel Regno Unito. Ricorda anche che le tasse vengono prelevate alla fonte con il sistema PAYE (Pay As You Earn) quindi il netto sarà inferiore a quanto pattuito.

Come deve essere il CV britannico?

Il CV britannico è molto diverso dal curriculum utilizzato in diversi paesi europei.

L’obiettivo principale è dimostrare rapidamente il valore professionale del candidato.

Caratteristiche del CV inglese

  • Lunghezza massima di 2 pagine.
  • Layout semplice e professionale.
  • Nessuna fotografia.
  • Nessuna data di nascita.
  • Nessuna informazione sullo stato civile.
  • Focus sui risultati ottenuti.

I recruiter dedicano spesso meno di un minuto alla prima lettura del CV.

Per questo motivo è fondamentale evidenziare immediatamente competenze e risultati.

Il tuo CV è adatto al mercato britannico?

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Struttura consigliata

Resume Example
Copiato!

Nome e cognome
Numero di telefono
Email professionale
LinkedIn


Personal Profile
Breve introduzione di 3-5 righe che riassume esperienza, competenze e obiettivi professionali.

Work Experience
Per ogni esperienza:
Azienda
Posizione
Date
Principali responsabilità
Risultati misurabili

Education
Lauree
Master
Certificazioni

Skills
Hard skills
Software
Lingue

L’importanza dei risultati nel CV britannico

Nel Regno Unito i recruiter apprezzano particolarmente i dati concreti.

Esempio debole:

“Responsabile delle vendite.”

Esempio efficace:

“Incremento delle vendite del 25% in 12 mesi attraverso strategie di acquisizione clienti.”

I numeri aiutano a dimostrare il proprio impatto professionale e aumentano le possibilità di ottenere un colloquio.

Serve una Cover Letter?

Sì. A differenza di altri mercati, la Cover Letter continua a essere molto utilizzata nel Regno Unito.

Una buona lettera di presentazione permette di:

  • Spiegare la motivazione della candidatura.
  • Evidenziare competenze specifiche.
  • Dimostrare interesse per l’azienda.
  • Distinguersi dagli altri candidati.

Hai bisogno di una Cover Letter in inglese?

Nel Regno Unito, una buona Cover Letter può aiutarti a distinguerti dagli altri candidati e dimostrare perché sei la persona giusta per il ruolo.

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cover letter or Lettera di presentazione

Referenze: un elemento chiave nel Regno Unito

Le referenze hanno un ruolo importante nei processi di selezione britannici.

Molte aziende richiedono:

  • Referenze professionali.
  • Contatti di precedenti responsabili.
  • Conferma dell’esperienza lavorativa.

È consigliabile informare preventivamente le persone indicate come referenti.

Errori che fanno gli stranieri quando cercano lavoro in Inghilterra

  • Inserire una fotografia: Nel Regno Unito non è una pratica comune e può risultare poco professionale.
  • Utilizzare un CV europeo standard: Il formato Europass raramente viene apprezzato dai recruiter britannici.
  • Scrivere descrizioni troppo generiche: Le aziende cercano risultati concreti e misurabili.
  • Ignorare la Cover Letter: Molti candidati stranieri non la inviano, riducendo le proprie possibilità di successo.
  • Non adattare il CV all’offerta: Personalizzare il curriculum per ogni candidatura è una pratica molto diffusa nel mercato britannico.

Come trovare lavoro in Inghilterra

Il mercato del lavoro inglese è estremamente fluido e veloce, ma anche molto frammentato. Sapere dove cercare può fare la differenza tra mesi di silenzio e un colloquio fissato in pochi giorni. La strategia migliore combina l’uso di piattaforme digitali con il supporto di agenzie specializzate.

Ricerca online

I motori di ricerca generalisti sono il punto di partenza ideale. Siti come Indeed UK e Reed aggregano milioni di offerte e permettono di filtrare per salario e località. Anche LinkedIn Jobs è potentissimo, specialmente per ruoli corporate, marketing e IT.

Assicurati che il tuo profilo sia impostato sulla località “Regno Unito” per apparire nelle ricerche dei recruiter locali.

Presenza fisica

Se cerchi lavoro in settori specifici come l’ospitalità o il commercio al dettaglio la presenza fisica aiuta ancora, specialmente per le catene che espongono cartelli “Hiring”. Tuttavia, ricorda che per essere assunto avrai bisogno del visto.

Anche per questi ruoli la via telematica, tramite i portali “careers” delle grandi catene, è spesso preferibile per gestire la burocrazia.

Agenzie di recruiting

Un’ottima risorsa spesso ignorata dagli italiani sono le agenzie di recruiting. Nel Regno Unito le aziende delegano massicciamente la selezione a terzi. Iscriversi a database di agenzie come Blue Arrow (per lavori d’ufficio e industriali) o Hays (per professionisti qualificati) può accelerare i tempi.

Inoltre, il governo mette a disposizione un portale gratuito chiamato Find a Job. È uno strumento molto utile per esplorare posizioni nel settore pubblico e privato che sono state verificate.

💡Consiglio DAL NOSTRO ESPERTO

Un vantaggio poco conosciuto riguarda proprio le grandi società di selezione internazionali. Proprio Hays, ad esempio, è una multinazionale del recruiting nata nel Regno Unito, con una presenza strutturata anche in Italia.

Partire dalle sedi italiane può rappresentare un primo punto di accesso: in alcuni casi, infatti, il contatto iniziale con i consulenti locali facilita l’introduzione verso le controparti britanniche, soprattutto per profili già spendibili sul mercato UK.

Networking

Specialmente a Londra e nelle grandi città universitarie come Manchester o Birmingham, le connessioni personali contano. Partecipare a fiere del lavoro o eventi di settore su Meetup può metterti in contatto diretto con chi assume, saltando la fila della ricerca e dell’invio di CV nel web.

💡Consiglio DAL NOSTRO ESPERTO

È importante però arrivare a questi contesti con un obiettivo chiaro: sapere che tipo di ruolo stai cercando e come presentare il tuo profilo in poche frasi fa spesso la differenza tra una conoscenza superficiale e un contatto che si trasforma in un colloquio.

FAQ

Sì ma solo se ottieni un visto lavorativo adeguato. Dopo la Brexit il passaporto italiano non dà più diritto automatico al lavoro a meno che tu non abbia ottenuto il Settled Status o Pre-settled Status vivendo nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020.

Sì. È più breve, orientato ai risultati e non include informazioni personali come età, stato civile o fotografia.

Assolutamente sì. Molti recruiter utilizzano LinkedIn come strumento principale per individuare nuovi candidati.

Devi fare domanda online sul sito del governo britannico. Dovrai verificare la tua identità caricando copie digitali del passaporto e in alcuni casi di partecipare a un appuntamento di persona. Una volta approvato riceverai il numero per posta.

Nella maggior parte dei casi no. Dopo la Brexit è generalmente necessario ottenere un visto di lavoro.

Sì ed è spesso la strada obbligata per ottenere il visto Skilled Worker. Per i ruoli qualificati le aziende sono abituate a fare colloqui via videochiamata. Per lavori meno qualificati è molto più difficile poiché poche aziende sono disposte a sostenere i costi di sponsorizzazione.