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Esperienze di volontariato su un curriculum vitae

Inserire le esperienze di volontariato nel curriculum vitae: come e in che sezione?

Inserire le esperienze di volontariato nel curriculum vitae

Durante la creazione del cv le domande e i dubbi che i candidati si pongono sono tanti e sorgono continuamente. Le domande che vengono poste più frequentemente sono: cosa inserire e cosa no? Che sezioni o informazioni è meglio lasciar perdere? Come indicare le proprie esperienze? Come organizzare le sezioni vere e proprie del curriculum vitae?

Abbiamo già risposto a molti di questi frequenti interrogativi nella nostra guida su come scrivere un curriculum vitae ma nell’articolo di oggi ci proponiamo di approfondire le sezioni riguardanti le esperienze di volontariato.
Le risposte alle quali ci proponiamo di rispondere oggi sono le seguenti:

Le esperienze di volontariato sono importanti? Sono rilevanti per il curriculum vitae? Sono da inserire nel cv? Come inserire le esperienze di volontariato nel cv? Bisogna creare una sezione apposita per le esperienze di volontariato nel curriculum vitae?

Se utilizzate un formato o modello di curriculum vitae diverso da quello Europass europeo, solitamente non c’è una sezione apposita per inserire le esperienze di volontariato, ma dovranno essere inseriti nel paragrafo riguardante le esperienze educative o, in alternativa, bisognerà aggiungere una sezione ulteriore. Qual è la soluzione migliore? Cerchiamo di vedere insieme quali sono le soluzioni migliori da usare per inserire le proprie esperienze di volontariato nel curriculum vitae.

 

Volontariato sul curriculum vitae

Compilare un curriculum vitae non è affatto un gioco da ragazzi. Non comporta solo uno sforzo di concentrazione, ma implica anche di avere grande attenzione ai dettagli al fine di evitare errori grossolani che potrebbero rovinare molte opportunità e chiudere anche alcune porte. Un buon curriculum vitae deve anche essere conciso e sintetico e dovrebbe essere relativamente corto.

Meglio infatti avere un curriculum sintetico, da accompagnare ad una lettera di presentazione più descrittiva, invece che un curriculum lungo e prolisso che potrebbe risultare di difficile comprensione.

Visto e tenuto in considerazione che le informazioni che devono essere assolutamente inserite sono senza ombra di dubbio la formazione scolastica e l’educazione, le esperienze professionali e le capacità e competenze come le abilità informatiche e la conoscenza delle lingue straniere, spesso rimane uno spazio molto limitato per inserire ulteriori sezioni che non sono del tutto obbligatorie, come ad esempio le esperienze di volontariato, le esperienze all’estero oppure i corsi svolti.

Allora, se lo spazio rimasto è poco, come comportarsi?

La risposta è: dipende! Ma dipende da cosa? Dipende se le vostre esperienze di volontariato sono importanti e rilevanti in vista di una possibile assunzione. Ma come capirlo?

Esperienze di volontariato su un curriculum vitae

Come aggiungere le esperienze di volontariato su un curriculum

Solitamente il cv di un candidato che supera la prima fase di selezione è sempre ben strutturato, di facile comprensione e, soprattutto sintetico. Le regole sono poche e sono da seguire: bisogna tralasciare il superfluo ed inserire solo le informazioni veramente importanti, ma allo stesso tempo fornire tutte le informazioni possibili per riuscire a fornire un quadro del proprio profilo il più completo possibile.

Seguendo questo principio, le informazioni dovrebbero essere strutturate sempre iniziando dalle più importanti, cioè esperienze professionali oppure formazione ed educazione, per poi concludere con quelle informazioni che sono considerate meno importanti o comunque non assolutamente necessarie, come ad esempio hobby e interessi, esperienze di volontariato o per alcuni anche corsi e certificati svolti.

Un consiglio in più! Non sempre i corsi sono da inserire per ultimi: in alcuni casi essi ricoprono un ruolo fondamentale (ad esempio corsi di aggiornamento professionale, o un particolare corso per dirigersi verso un ambito professionale diverso dal precedente) e in questi casi è bene evidenziare il corso svolto inserendolo nella sezione di educazione e formazione, come prima esperienza, ovvero come ultima, in ordine cronologico.

Leggendo questi consigli possono sorgere dei dubbi legittimi: i corsi che ho svolto sono da inserire nel cv? Come capire se sono davvero importanti per il mio cv o se invece non lo sono? Se il curriculum vitae è già troppo lungo, la domanda che sorge spontanea e legittima nella mente di quasi tutti i candidati è: inserisco una sezione di corsi a parte, inserisco i corsi alla fine oppure è meglio incorporarli nella sezione di educazione e formazione?

I dubbi più comuni riguardanti questa sezione sono: sarà davvero utile aggiungerli? Il curriculum non risulterà troppo lungo?

Come in ogni caso ci sono varie opinioni e diverse risposte che possono considerarsi corrette. Dipende come sempre dai singoli casi di ogni candidato e dal formato di cv, dal suo modello e dalla lunghezza. In generale però, un paragrafo riguardante i corsi di formazione dovrebbe esserci, sempre se i corsi sono interessanti e capaci di dimostrare qualità e competenze.

Perché includere il lavoro volontario su un curriculum

Se vi chiedete perchè dovreste includere corsi e certificati in un curriculum vitae, la risposta è semplice: per dimostrare le vostre capacità e le vostre competenze, non solo con le parole ma soprattutto con i fatti!

Chiunque può dichiarare sul proprio curriculum vitae ad esempio di sapere il tedesco, ma avete frequentato un corso che lo può provare? Un corso darà più credibilità e autorità, specialmente se si tratta di un corso con votazione finale o comunque un corso che rilascia un certificato. In questo caso, è possibile -e consigliabile- allegare anche il certificato rilasciato. Vi consigliamo di non allegare il certificato direttamente al documento del curriculum vitae, ma di preparare un ulteriore documento o fascicolo che raggruppi i certificati dei corsi di formazione, il diploma di laurea scannerizzato ed ogni eventuale documento che possa venir richiesto.

Questo documento può essere inviato su richiesta oppure direttamente allegato alla mail di candidatura. Molte aziende straniere, anche se hanno sede in Italia o comunque ricercano candidati italiani, hanno nel loro format di candidatura online proprio le voci referenze dei precedenti datori di lavoro, diploma di laurea o di maturità, certificati linguistici e certificati ottenuti da corsi di formazione. Meglio avere tutto pronto all’occorrenza, in una cartella del proprio computer, in modo da stamparli o da inviarli su richiesta.

Suggerimenti per aggiungere le esperienza di volontariato

Come abbiamo visto, i corsi e certificati possono essere nominati e inseriti nel curriculum vitae in diverse sezioni, sia nella sezione riguardante l’esperienza professionale, che nel paragrafo di educazione e formazione. I corsi possono essere anche però inseriti in un’ulteriore sezione, che può chiamarsi ad esempio altre informazioni. In questa sezione possono essere inseriti i corsi svolti oltre ad altri aspetti come lingue parlate o interessi personali.

Quali sono i pro e i contro di inserirli in una sezione o nell’altra? Se decidete di inserire i vostri corsi nelle sezioni principali, il pro è che chi legge il curriculum può immediatamente vedere il nesso fra corso di formazione svolto e attività professionale o percorso di studio, già mentre si concentra su questa sezione. Un altro punto a favore è rappresentato dal fatto che se il cv è un curriculum cronologico, sarà più semplice e più immediato inserire i corsi con le date inserendoli in percorsi di studio e di lavoro.

Un punto a sfavore potrebbe essere che quando i corsi frequentati sono molti, queste sezioni potrebbero diventare troppo lunghe e prolisse e l’attenzione di chi legge potrebbe essere compromessa dalla dispersività.

Per quanto riguarda il fatto di inserire i corsi in un’ultima sezione, i pro sono che si ha a disposizione uno spazio più ampio per poter descrivere i corsi frequentati, includendo anche una breve e concisa descrizione dei temi trattati e delle competenze ed abilità acquisite.

Di contro c’è che questa sezione, essendo inserita per ultima, potrebbe non ricevere tutta l’attenzione che invece meriterebbe, essendo relegata ad ultimo contenuto.

Per concludere, ricordate di verificare bene il contenuto di ogni sezione: deve essere senza errori, sintetico ma anche comprensivo di tutte le vostre esperienze significative. Pensate ai vostri corsi: ne avete tanti da inserire? In che sezione si inseriscono meglio? Tutto dipende anche dal formato e dal modello di curriculum vitae scelto. Fate varie prove e vedete dove stanno meglio. In ultimo, se desiderate cambiare ambito lavorativo, e avete seguito un corso o un master in questo ambito, inseritelo per primo nel vostro cv ed evidenziatelo, per far capire le nuove competenze acquisite.

Volontariato all’estero

Un paragrafo a parte merita il volontariato all’estero, anche se a dire la verità meriterebbe addirittura un capitolo per sè. Il volontariato all’estero non è solo un’esperienza che può migliorare enormemente il proprio curriculum vitae, ma viene anche valutata in modo estremamente positivo dai selezionatori. Esistono varie tipologie di esperienze di volontariato all’estero. Ad esempio esperienze lunghe, corte, volontariato in Europa o oltreoceano…come indicarlo e come inserirlo nel cv?

La prima differenza importante deriva proprio da questo: si è trattato di un volontariato umanitario, nei paesi ad esempio del terzo mondo, oppure si è trattato di uno stage non pagato in un’azienda estera? Di solito è consigliabile inserire questa seconda esperienza nel proprio cv con l’accezione di stage e non di volontariato (anche se nelle lingue anglofone potrebbe andare bene) dato che nella lingua italiana si parla di volontariato prettamente quando si aiuta qualcuno in difficoltà, ad esempio volontariato in Africa o in paesi del terzo mondo.

In ogni caso, se la vostra esperienza di volontariato è stata importante, vi consigliamo di inserire, se avete spazio a disposizione, una sezione a parte nel vostro curriculum vitae per dargli la giusta importanza e rilevanza. Ad esempio, se siete medici e avete fatto un volontariato a medici senza frontiere, questa esperienza non dovrà essere inserita alla fine del vostro curriculum ma all’inizio per dargli la giusta rilevanza.